| Presentazione
Chi in Italia è dedito agli studi, alle ricerche e alle applicazioni della Patologia vegetale, si spera accolga con compiacimento la pubblicazione di questo nuovo periodico che viene a prendere posto accanto ad altri, di lunga tradizione o di recente esperienza, senza alcuna ambizione di competere con essi. Appare con discrezione, in veste dimessa, ma con serietà di propositi, nella consapevolezza di essere utile, di adempiere una funzione, di partecipare, servendola, alla vivace e sempre crescente attività del mondo fitopatologico italiano. Al giorno d'oggi, infatti, le possibilità offerte agli studiosi e ai ricercatori di pubblicare i risultati delle loro esperienze su un giornale scientifico italiano sono tutt'altro che larghe e un nuovo periodico di scienze fitopatologiche non sembra eccessivo né inopportuno, se viene a riempire spazi ancora disponibili. Vi sono altre ragioni particolari che hanno determinato l'affacciarsi di questo periodico nel mondo fitopatologico italiano. Sono quelle che riguardano la funzione della ricerca promossa dal Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste, che è sempre stata una componente non trascurabile della complessiva ricerca agricola italiana e, in certi periodi, una delle principali; ma che le vicissitudini dell'ultimo cinquantennio, forse per un eccessivo isolamento o per rigidità di schemi, hanno di volta in volta reso discontinua o incerta; che ora, con nuova energia e con maggiore flessibilità, grazie agli apporti diretti degli Istituti sperimentali agrari e a quelli delle ricerche coordinate e finanziate dal MAF, torna ad essere protagonista nel composito panorama della ricerca e della sperimentazione italiana in Agricoltura. Nel campo specifico delle malattie delle piante, i "Laboratori" del MAF, cioè il "Laboratorio Crittogamico italiano" di Pavia (1871) e il "Laboratorio Sperimentale di Fitopatologia" di Torino (1905), hanno alimentato periodici (rispettivamente, gli "Atti" di Pavia e il "Bollettino" di Torino), attivi fino agli eventi della Seconda Guerra Mondiale o alla soppressione dei Laboratori stessi (1967). Nei primi decenni che seguirono la fondazione della "Stazione di Patologia vegetale" (1887), le informazioni sul lavoro ivi svolto erano pubblicate, senza regolarità, da organi di stampa "ministeriali" e dall' "Annuario della R. Stazione di Patologia vegetale di Roma" (1901) al quale, poco prima della morte di Giuseppe Cuboni, seguì il "Bollettino mensile di informazioni e notizie" (1920-1925). I lavori scientifici più importanti di Cuboni, Petri, Pantanelli, Brizi, Traverso, Peyronel, venivano pubblicati come "Memorie" della stessa "Stazione" o erano inviati a riviste italiane e straniere. Fu Lionello Petri che, nel riorganizzare su nuove e moderne basi la "Stazione", iniziò nel 1926 la "Nuova serie" del "Bollettino della Stazione di Patologia vegetale". Il "Bollettino" fu per un ventennio il principale organo di stampa fitopatologico italiano: non solo per la relativa dovizia di contributi di ricerca, ma anche per quella "Rassegna dei casi fitopatologici" che è stata una miniera di notizie per una generazione di fitopatologi. Il "Bollettino" era anche qualcosa di più: un esempio di metodo, d'impegno, di cultura, un punto di riferimento, insomma. Quasi arrestato dagli eventi della Seconda Guerra Mondiale, riprese con nuova energia ("Serie terza") negli anni immediatamente successivi; ma presto la diaspora dei più validi studiosi della "Stazione" e la trasformazione delle strutture stesse della ricerca italiana lo resero meno incisivo, finché, con la scomparsa di Sibilia (1964), la sua pubblicazione cessò. Gli "Annali dell'Istituto Sperimentale per la Patologia vegetale" (erede quest'ultimo della "Stazione" di Roma e dei "Laboratori" di Pavia e di Torino) contennero dal 1970 in poi la maggior parte dei lavori effettuati nell'istituto stesso. Era però evidente che, così facendo, si sarebbe incorsi nelle limitazioni e nei difetti comuni a questo genere di periodici, di cui si è sopra detto. Di qui l'iniziativa di affiancare agli "Annali" (che rimarranno come notiziario delle attività dell'Istituto) una rivista scientifica di Patologia vegetale che realizzi uno degli scopi statutari dell'Istituto: quello di promuovere la ricerca fitopatologica italiana. Il nuovo periodico è dedicato a Lionello Petri (1875-1946), la cui opera e il cui insegnamento, anche indirettamente attraverso la sua Scuola, sono rimasti attuali fino ai nostri giorni: un omaggio reso dai fitopatologi italiani a questo grande Italiano il quale, dopo aver speso la vita negli studi sulle malattie delle piante per il progresso dell'Agricoltura, al servizio della Nazione, scomparve in povertà tra l'indifferenza quasi generale. "Petria" accoglierà sia sintesi e rassegne su singoli argomenti, sia lavori originali di ricerca nel campo della Patologia vegetale. Per mantenere la tradizione del "Bollettino" vi sarà una sezione riservata a brevi segnalazioni di casi fitopatologici. Qualche spazio sarà, infine, dato a segnalazioni o recensioni bibliografiche e alle "Lettere alla Direzione", utile palestra di critica e discussione, aperta a tutti. Nel licenziare il primo numero di "Petria" (se ne prevedono tre l'anno), esprimo i più calorosi ringraziamenti a quanti direttamente e indirettamente hanno contribuito, e contribuiranno, alla realizzazione di questa rivista: al Presidente, Prof. Giovanni Giolitti, e ai membri del Consiglio di Amministrazione, del Collegio dei Revisori e del Comitato Scientifico dell'Istituto, che hanno incoraggiato e creduto in questa iniziativa; ai miei Colleghi e Collaboratori dell'Istituto, che hanno partecipato alla sua realizzazione; agli Autori, che hanno voluto pubblicare o pubblicheranno in seguito i loro lavori in questa, che si spera ben accetta, nuova sede; al MAF che ha dato, e si spera continuerà a dare, il suo incoraggiamento con adeguati finanziamenti all'Istituto. Un particolare ringraziamento devo ai Proff. Antonio Graniti e Alberto Matta, rispettivamente delle Università di Bari e di Torino, per l'aiuto e i consigli datimi durante il concepimento e l'organizzazione di questa opera e per aver accettato di condividere con me la responsabilità della direzione; ai membri del Comitato Scientifico, alla cui autorevole e specifica competenza sono affidate l'accettazione e la revisione dei testi.
Antonio Quacquarelli (1991)
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Preface
I hope that all those people in Italy who are involved in the study,
research, and applications of plant pathology will welcome the publication
of this new scientific journal. Its aim is not to compete with other recent,
or well-established journals but to take its place with them in serving
the over increasing activity in the field of plant pathology in Italy.
At present, in fact, our scientists and researchers find that the possibilities
of publishing the results of their work in an Italian scientific journal
are somewhat limited. I therefore believe that the publication of Petria
is opportune if it goes to 'filling the bill ". There are also other reasons
for issuing this journal; connected with the research activity promoted
by the Ministry of Agriculture and Forestry (MAF). This has always been
a significant element and, at times, a leading one in the overall field
of agricultural research in Italy, but the vicissitudes of the last fifty
years, perhaps due to excessive isolation or lack of flexibility, have
made it discontinuous or uncertain. However, thanks to the active contribution
from experimental agricultural institutes and to the research co-ordinated
and financed by MAF it has once more become the protagonist in the composite
panorama of Italian research and experimentation in agriculture. In the
specific field of plant diseases, the laboratories belonging to MAF namely,
the Laboratorio crittogamico Italiano of Pavia (1871) and the Laboratorio
Sperimentale di Fitopatologia of Turin (1905), published their work in
the journals (the Atti of Pavia and the Bollettino of Turin, respectively)
that were active up to World War II or until closure of the laboratories
themselves (1967). During the first decade following the institution of
the Stazione di Patologia Vegetale (1887), information on the work performed
at the experimental stations was irregularly published by Government bulletins
and by the Annuario della R. Stazione di Patologia Vegetale di Roma (1901),
which, shortly before the death of Giuseppe Cuboni, was followed by the
Bollettino mensile di informazioni e notizie (1920-1925). The most important
scientific works of Cuboni, Petri, Pantanelli, Brizi, Traverso, and Peyronel
were published as "Notes" of the same Station or sent for publication in
Italian and foreign journals. Lionello Petri, when reorganising and modernising
the Station, started (1926) the new series of Bollettino della Stazione
di Patologia Vegetale. For about twenty years, it was the main journal
for Italian plant pathology, publishing not only the relatively copious
amount of research contributions but also the Reports on Plant Diseases
cases, which was a mine of information for a generation of plant pathologists.
The Bollettino was also an example of methodicalness, commitment, culture,
and, in short, a point of reference. It was nearly brought to a close by
World War II but picked up with renewed energy (Third Series) in the years
immediately following the War. However the dispersion of the Station's
top scholars and the reorganisation of Italian research made the journal
less incisive, and with the death of Sibilia (1964) its publication ceased.
The Annali dell'Istituto Sperimentale per la Patologia Vegetale have contained
most of the work carried out by the Institute itself (successor to the
Stazione of Rome and Laboratori of Pavia and Turin) since 1970. However,
it was clear that one would have men with the limits and defects common
to this type of journal. Hence the undertaking to flank the Annali (which
will remain as the news-bulletin of the Institute) with a scientific journal
on plant pathology that fulfils one of the aims of the Institute Statutes:
the promotion of Italian plant pathology research. The new journal is dedicated
to Lionello Petri (1875-1946), whose work and teaching, indirectly through
his School as well, are still topical. It is the homage of the Italian
plant pathology community to this great scientist who died, after a lifetime
studying plant disease, for the benefit of agriculture, in poverty and
amongst almost general indifference. Petria will publish both syntheses
and reports on individual topics as well as original research works in
the field of plant pathology. To keep up with the traditions of the Bollettino,
there will be a section containing brief communications on cases of plant
diseases. Some space will also be dedicated to book reviews and communications,
and to "Letters to the Editors', which is a useful ground for criticism
and discussion, open to everybody. In giving the go-ahead for this first
issue of Petria (there will be three issues a year), I would like to thank
all those who have contributed, either directly or indirectly, to the publication
of the journal: the President, Prof Giovanni Giolitti, the members of the
Board of Directors, Board of Auditors, and Scientific Commission of the
Institute, who have encourage and believed in this enterprise; my colleagues
and collaborators at the Institute, who have taken part in its actuation;
the authors who have sent works to be published and who will continue to
contribute to this new, hopefully welcome, enterprise; MAF, which has encouraged
us, and we hope will continue to do so, by giving sufficient financial
support to the Institute. Particular thanks are due to Prof. Antonio Graniti
and Prof. Alberto Matta of the Universities of Bari and Turin, respectively,
for helping and advising me during the conception and organisation of this
work and for having agreed to share the responsibility of its management,
and to the members of the Editorial Board who, according to their specific
competence, are entrusted with accepting and editing the contributions
for publication.
Antonio Quacquarelli (1991)
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