SERGIO PENNAZIO
Istituto di Fitovirologia Applicata del CNR, Strada delle
Cacce, 73, I-10135 Torino
Changes in respiratory activity in plants systemically infected with
viruses have been reviewed taking into account results on respiration rates
and alterations in respiratory metabolism. The small numbers of papers
devoted to the subject indicate that most infected plants increase their
respiration just after symptom appearance, and that this increase may be
accounted for by activation of pentose phosphate shunt pathway. Nothing
is known of the molecular mechanisms responsible for the respiratory changes,
although these are important cause of crop losses.
Key words: Pathogenesis, Respiration, Viruses.
Attività respiratoria in piante infette da virus in modo sistemico.
Piante affette da virosi sistemiche modificano la loro attività
respiratoria incrementando l’intensità di respirazione, con possibili
variazioni delle annesse vie metaboliche. Relativamente all’argomento considerato,
esistono pochissimi lavori sperimentali; da essi si può concludere
che l’incremento respiratorio si verifica subito dopo la comparsa di sintomi
sistemici visibili e che tale incremento è dovuto, nella maggior
parte dei casi, ad un aumento d’attività della via collaterale dei
pentosofosfati. Nulla è noto relativamente ai meccanismi molecolari
di tali alterazioni, sebbene esse costituiscano una delle cause importanti
della perdita di raccolto.
Parole chiave: Patogenesi, Respirazione, Virus.
PAOLA MINARDI
Dipartimento T.E.S.A.F - Università degli Studi
di Padova, Via Gradenigo 6, I-35131 Padova
Le conoscenze microbiologiche maturate negli ultimi vent’anni hanno
evidenziato che la genesi della carie è assai più complessa
di quanto si ritenesse in passato. L’interpretazione corrente è
che la carie sia il risultato finale di una serie di interazioni pianta-microrganismi
e tra i microrganismi stessi. Le due principali teorie proposte per spiegare
la dinamica della carie all’interno degli alberi viventi sono la teoria
di compartimentazione (CODIT) e quella del condizionamento microambientale
(CM). Lo sviluppo della carie sarebbe condizionato, secondo il modello
CODIT, dalle risposte di difesa attiva della pianta (barriere antimicrobiche:
pareti di compartimentazione e zone di reazione) mentre, secondo
il modello CM, da fattori fisici prevalenti nel legno in seguito alla perdita
di funzionalità e all’embolia per danni di origine biotica o abiotica.
I due meccanismi di base proposti per spiegare le modalità di protezione
dei tessuti xilematici nei confronti della carie non si escludono a vicenda
e anzi è possibile proporre modelli in cui meccanismi attivi e passivi
agiscono di concerto.
Parole chiave: Carie del legno, Risposte di difesa, Contenuto
idrico del legno, Zone di reazione, Teoria CODIT, Teoria del condizionamento
microambientale (CM).
Defence mechanisms and microbial diffusion during the decay processes in the xylem of living trees.
The growing microbiological literature in the last twenty years has
made it evident that the development of wood decay is a more complex phenomenon
than previously thought. The extension of decay lesions in the living xylem
of woody plants is restricted by the host plant, but the underlying mechanisms
are still imperfectly understood. The two most important theories proposed
to explain the spread of wood decay in trees are the compartimentalization
of decay in trees (CODIT), and the theory based on microenvironment (CM).
According to the CODIT model, the development of decay is restricted by
active host defences (i.e. antimicrobial barriers: compartimentalization
walls and reaction zones). On the other hand, according to the CM
model, the primary limitation on fungal growth in intact sapwood depends
on microenvironmental factors resulting from passive restriction by the
high water content and low oxigen tension in functional xylem tissues.
These two basic mechanisms for the protection of xylem tissues against
the decay are not mutually exclusive, and models involving both mechanisms
acting in concert represent a likely development of this literature.
Key words: Wood decay, Defence responses, Wood water content,
Reaction
zones, CODIT theory, Microenvironment theory.
WANG ZHIQIANG1, ALESSANDRA SFALANGA2, LAURA MUGNAI2
and GIANCARLO ROSELLI3.
1Zhengzhou Pomology Institute, Chinese Academy
of Agricultural Sciences, P.R. China;
2Istituto di Patologia e Zoologia forestale
e agraria, Università degli Studi di Firenze, Piazzale delle Cascine,
28, I-50144 Firenze, Italy;
3Istituto sulla Propagazione delle Specie
Legnose, C.N.R., Via Ponte di Formicola, 76, I-50018 Scandicci Firenze,
Italy.
A leaf disc transformation system for peach and its use to evaluate
peach roottocks (in this case a genotype of Prunus davidiana and
two sources of P. persica) for susceptibility to crown gall is described.
Three Agrobacterium tumefaciens strains were used in these experiments:
2P, T2 and NCPPB1651. Peach leaf discs from all sources produced tumors
in response to inoculation with A. tumefaciens but the percentage
of positive discs, as well as the average tumor fresh and dry weights varied
depending on the host plant and the bacterial strain. The 2P strains formed
large tumors on a higher percentage of leaf discs than T2 and NCPPB1651;
regarding the three host genotypes, P. persica cv. Missouri developed
fewer, smaller and delayed galls than P. davidiana and wild peach.
Key words: Agrobacterium tumefaciens, Prunus persica,
Prunus davidiana, Susceptibility, Selection, Leaf infection.
Valutazione in vitro della suscettibilità al tumore batterico di portainnesti di pesco.
Viene descritto un metodo di trasformazione di dischi di foglie di pesco
per valutare la suscettibilità di portainnesti di pesco (in questo
caso di un genotipo di Prunus davidiana e di due accessioni di differente
origine di P. persica) al tumore batterico. Nelle prove sono stati
usati tre ceppi di Agrobacterium tumefaciens: 2P, T2 e NCPPB1651.
I dischi fogliari dei tre genotipi hanno prodotto tumori in risposta all’inoculazione
con A. tumefaciens ma la percentuale di dischi con tumori, così
come il peso secco dei tumori sui dischi, variavano con la pianta ospite
e con il ceppo batterico. Il ceppo 2P ha causato, rispetto ai ceppi T2
e NCPPB1651, la formazione di tumori più grandi su una più
alta percentuale di dischi fogliari mentre, dei tre genotipi saggiati la
cv. Missouri ha sviluppato, anche con un certo ritardo, tumori più
piccoli e meno numerosi di P. davidiana e del pesco selvatico.
Parole chiave: Agrobacterium tumefaciens, Prunus persica,
Prunus davidiana, Suscettibilità, Selezione, Infezione fogliare.
GIORGIO MARIANO BALESTRA1, GABRIELE CHILOSI1,
ROBERTO FANIGLIULO2 e LAURA LUONGO2.
1Dipartimento di Protezione delle Piante,
Università degli Studi della Tuscia, Via S. Camillo de Lellis, I-01100
Viterbo;
2Istituto Sperimentale per la Patologia Vegetale,
Via C. G. Bertero, 22, I-00156 Roma.
Viene segnalata la presenza di estesi marciumi su fittoni di carota
(Daucus carota L.) nella Provincia di Roma (Maccarese). Vengono
descritti i sintomi della malattia che risulta causata dal batterio Pseudomonas
fluorescens (Trevisan) Migula, biotipi II e III. Si tratta della prima
segnalazione in Italia di marciumi su carota provocati da P. fluorescens.
Gli eventi che favoriscono tali manifestazioni patologiche vengono ricondotti
alle condizioni ambientali ed alle pratiche agronomiche adottate.
Parole chiavi: Carota, Marciumi molli, Pseudomonas fluorescens.
Bacterial soft rots on carrot in Latium (central Italy).
The occurrence of a soft rots on carrot (Daucus carota L.) in
horticultural area of Maccarese (central Italy, Rome) caused by Pseudomonas
fluorescens (Trevisan) Migula, biotypes II and III, is reported. The
symptoms of the disease are described. The severity of the disease could
depend on both the environmental conditions and the cultural practices.
This is the first record of P. fluorescens, as causal agent of soft
rots of carrot in Italy.
Key words: Carrot, Soft rots, Pseudomonas fluorescens.
GIORGIO CHIUSA, CLAUDIO ORSI e VITTORIO ROSSI
Istituto di Entomologia e Patologia Vegetale, Università
Cattolica S. Cuore, Via Emilia Parmense, 84, I-29100 Piacenza.
L’inoculazione artificiale di cariossidi in vitro e spighe in
planta di frumento duro ‘Castello’ (molto suscettibile alla volpatura)
e ‘Vezio’ (poco suscettibile) con alcuni ceppi di Alternaria alternata,
precedentemente isolati da cariossidi imbrunite di diversa origine geografica,
hanno sempre determinato la comparsa della volpatura, ma con gravità
differente. Alcuni ceppi hanno mostrato in planta capacità di causare
la volpatura differente da quella dimostrata in vitro.
Parole chiave: Frumento duro, Volpatura, Alternaria alternata,
Variabilità fra ceppi.
Preliminary study on variability among Alternaria alternata strains causing black point on durum wheat.
In vitro and in planta inoculations on ‘Castello’ (very
susceptible to black point) and ‘Vezio’ (less susceptible) durum wheat
kernels and heads were performed using several Alternaria alternata
strains isolated from black pointed kernels collected from several wheat-growing
areas. All isolates were able to cause black point, but disease severity
changed significantly from a strain to another. In some cases the ability
to cause black point was different in in planta and in vitro
inoculations.
Key words: Durum wheat, Black point, Alternaria alternata,
Strain variability.
RINO CREDI
Istituto di Patologia Vegetale, Centro Ricerche Viticole
ed Enologiche: Sezione Fitopatologica, Università degli Studi, Via
F. Re, 8, I-40126 Bologna.
L’effetto della malattia delle enazioni sulla produzione e sullo sviluppo
vegetativo di viti della cv. Trebbiano Romagnolo, è stato valutato
durante un periodo di quattro anni (1990-1993). In diverse categorie di
piante affette, rispetto a quelle asintomatiche di controllo, la malattia
ha indotto significative riduzioni dei quantitativi di uva prodotta. Le
maggiori perdite, dal 10% al 72%, sono risultate nei primi due anni; riguardo
alle medie produttive dell’intero periodo, le perdite sono variate dal
13% al 20%. Le differenze fra le medie del peso del legno di potatura non
sono risultate invece statisticamente significative.
Parole chiave: Vite, Malattia delle enazioni, Perdita di prodotto.
Effect of enation disease on yield and growth of cv. Trebbiano Romagnolo grapevines.
The effect of enation disease on yield and vegetative growth of cv.
Trebbiano Romagnolo grapevines was evaluated over a 4-year period (1990-1993).
The disease induced significant reductions in yield of affected vines compared
with the asymptomatic ones. Greater reductions were observed in the first
two years, with yield losses ranging from 10% to 72%, depending on the
diseased plant category. Mean yield reductions over the entire period ranged
from 13% to 20%. Mean differences in pruning wood weight, on the contrary,
were not statistically significant.
Key words: Grapevine, Enation disease, Yield loss.
GIULIANA ALBANESE1, ROBERT E. DAVIS2, GIOVANNI
GRANATA1, ELLEN L. DALLY2, TINA SANTUCCIO1
and MATILDE TESSITORI1.
1Istituto di Patologia Vegetale, Università
di Catania, Via Valdisavoia, 5, I-95123 Catania;
2Molecular Plant Pathology Laboratory. Agricultural
Research Service - USDA, Beltsville, MD 20705 USA.
Leaves of grapevine cultivars Inzolia and Chardonnay, naturally yellows
affected, were collected in Sicily and tested for the presence of phytoplasmas
by use of polymerase chain reaction (PCR) analysis using the R16F2/R2 primer
pair to amplify a sequence of the phytoplasma 16S rRNA gene. Under our
conditions, this technique was suitable to detect phytoplasmas only in
few tested grapevines. To increase sensitivity of the analysis, the PCR
amplification products were hybridized with a specific probe of the amplified
DNA (758/1232) or were submitted to a secondary amplification (nested-PCR)
through use of other nested universal primers 758F/1232R. The use of this
approach revealed the presence of phytoplasmas in most of the symptomatic
grapevines analyzed. Identification of detected phytoplasmas was achieved
by using nested-PCR, in which products from PCR primed by R16F2/R2 were
reamplified in PCR primed by R16(I)F1/R1, R16(III)F2/R1, or R16(V)F1/R1
primer pairs specific for phytoplasma 16S rRNA groups 16SrI, 16SrIII and
16SrV respectively. All phytoplasmas detected belonged to group 16SrI.
To confirm that phytoplasmas belonged to group 16SrI and to determine their
subgroup affiliation, the products of nested-PCR primed by 758F/1232R were
digested with Alu I, Kpn I, or Mse I restriction enzymes.
Restriction fragment length polymorphism (RFLP) analysis showed that all
phytoplasmas detected in Sicilian grapevines belonged to group 16SrI and
to subgroup I-G.
Key words: Grapevine, Yellows diseases, Flavescence dorée,
Phytoplasma.
Analisi del DNA per l’individuazione e l’identificazione di fitoplasmi in piante di vite affette da giallumi in Sicilia.
Foglie di vite delle cultivar Inzolia e Chardonnay, naturalmente affette
da giallumi, raccolte in Sicilia sono state analizzate per accertare la
presenza di fitoplasmi con la tecnica della reazione a catena della polimerasi
(PCR) utilizzando la coppia di primer R16F2/R2 che amplifica una sequenza
del gene rRNA 16S dei fitoplasmi. Nelle nostre condizioni, l’analisi PCR
è stata in grado di evidenziare fitoplasmi solo in poche viti saggiate.
Per aumentare la sensibilità del saggio è stato necessario
ibridare i prodotti della PCR con una sonda specifica del DNA amplificato
(758/1232) o sottoporre gli amplificati ad un secondo ciclo di PCR (nested-PCR)
utilizzando un’altra coppia di oligonucleotidi universali 758F/1232R. L’uso
di queste metodiche ha consentito di individuare la presenza di fitoplasmi
in quasi tutte le viti sintomatiche analizzate. L’identificazione dei fitoplasmi
individuati è stata possibile applicando la nested-PCR in cui i
prodotti della PCR, ottenuti con gli oligonucleotidi R16F2/R2, sono stati
amplificati una seconda volta utilizzando le coppie di primer R16(I)F1/R1,
R16(III)F2/R1 o R16(V)F1/R1 rispettivamente specifiche dei gruppi del rRNA
16S dei fitoplasmi 16SrI, 16SrIII e 16SrV. Tutti i fitoplasmi identificati
appartenevano al gruppo 16SrI. Per confermare l’appartenenza al gruppo
genetico 16SrI e per determinare il sottogruppo genetico, i prodotti della
nested-PCR amplificati con 758F/1232R, sono stati digeriti con gli enzimi
di restrizione Alu I, Kpn I o Mse I. L’analisi dei
frammenti di restrizione (RFLP) ha evidenziato che tutti i fitoplasmi individuati
nelle viti siciliane appartenevano al gruppo 16SrI ed al sottogruppo I-G.
Parole chiave: Vite, Malattie da giallumi, Flavescence dorée,
Fitoplasma.
ANNAMARIA CONTESINI
Dipartimento di Patologia Vegetale, Università
di Bari, Via G. Amendola, 165/A, I-70126 Bari.
Il "mal dell’esca" della vite si è manifestato in questi ultimi
anni nei vigneti pugliesi, con intensità e diffusione preoccupanti,
anche in impianti giovani. Dagli isolamenti effettuati dai tessuti alterati
del fusto e branche di viti con evidenti sintomi della malattia, si è
potuta accertare l’elevata frequenza di Phellinus ignarius (L. ex
Fr.) Quél. rispetto ad altri miceti isolati con frequenza di gran
lunga inferiore.
Parole chiave: Vite, "Mal dell’esca", Phellinus ignarius.
The "esca" disease of grapevine in Apulia: fungi isolated from infected woody tissues.
In these last years the occurrence of epidemic outbreaks of "esca" disease
of grapevine has increased in Apulia (Southern Italy), even in the case
of relatively young vineyard. Phellinus ignarius (L. ex Fr.) Quél.
was the most common fungus isolated from woody tissues of grapevines showing
symptoms of the disease, in comparison to other fungi.
Key words: Grapevine, "Esca", Phellinus ignarius.
PAOLA DEL SERRONE1, FRANCESCO FAGGIOLI1, ALESSANDRA
ARZONE2, ANGELO TARQUINIi3 e MARINA BARBA1
1Istituto Sperimentale per la Patologia Vegetale,
Via C.G. Bertero, 22, I-00156 Roma;
2Dip.di Entomologia e Zoologia applicata all’Ambiente
"C.Vidano", Università di Torino, Via P. Giuria, 15, I-10126 Torino;
3Ente Regionale per lo Sviluppo Agricolo,
Regione Abruzzo, UTA, Via Colognaspiaggia, snc, I-64026 Roseto degli Abruzzi
(TE).
Vengono segnalati per la prima volta fitoplasmi associati a scopazzi
e ad altre alterazioni vegetative osservati in piante di olivo (Olea
europaea L.). La diagnosi è stata effettuata mediante la tecnica
di amplificazione genomica a catena (PCR), seguita dall’analisi del polimorfismo
della lunghezza dei frammenti di restrizione (RFLP). Lo studio dell’entomofauna
ha evidenziato la presenza di diversi Auchenorrinchi, tra cui esemplari
appartenenti a un genere vettore di fitoplasmi. DNA fitoplasmale è
stato rilevato, con la stessa analisi molecolare, anche in piante di Catharanthus
roseus (L.) G. Don infettate sperimentalmente in campo da olivo mediante
ponte di cuscuta. L’avvenuta trasmissione, verificata anche su base sintomatologica,
ha permesso il mantenimento in collezione dei fitoplasmi.
Parole chiave: Olivo, Fitoplasmi, Diagnosi, Scopazzi.
Phytoplasmas associated to olive witches’-broom.
This is the first report on the presence of phytoplasmas associated
to olive (Olea europaea L.) plants showing a witches’- broom like
disorder . The diagnosis was made by polymerase chain reaction (PCR) and
restriction fragment length polymorphism (RFLP). Investigations on entomofauna
revealed the presence of several Auchenorrhyncha including some specimens
of the genus Hyalesthes, known to be a vector of phytoplasmas. Phytoplasmatal
DNA was also detected in periwinkle plants experimentally infected (in
the field) by connecting them to diseased olive trees by dodder. The experimentally
infected periwinkles showed characteristic phytoplasma symptoms; they are
maintained in collection as a phytoplasma source.
Key words: Olive, Phytoplasmas, Diagnosis, witches’-broom.