PAOLO MONTALBINI and NAGASANDRA UMESH KUMAR
Istituto di Patologia vegetale, Università di
Perugia, Borgo XX Giugno, 74, I-06100 Perugia
The extent of alterations in the activity of L-phenylalanine ammonia-lyase
(PAL) and shikimate dehydrogenase (SDH), two enzymes involved in the metabolism
of phenylpropanoid compounds, were determined in tobacco leaves (cv. Havana
425) infected by common (PVYO) and veinal necrotic (PVYN)
strains of potato virus Y. A possible relation between alteration in the
activity of these enzymes in PVY-infected tobacco leaves and the resistance
induced by the virus infection against powdery mildew infection was also
investigated. Results demonstrated that PAL activity was increased only
in PVYN- infected leaves at the beginning and during
veinal necrotic symptom expression (from 8 to 17 days post-inoculation).
SDH activity was similar to PAL but in this case the increase in activity
was detected at least up to 28 days post-inoculation. The association of
the above mentioned alteration in veinal necrotic symptom expression may
indicate a possible relation between these two phenomena. Both PVYN
and, much less efficiently, PVYO infection reduced powdery mildew
development. Since PVYO did not enhance PAL and SDH activities,
our results are consistent with the hypothesis that this particular kind
of induced resistance is not necessarily dependent on phenylpropanoid metabolism
activation. However, since protection was higher in PVYN infected
leaves, we cannot exclude that a certain role may be expressed when these
enzymes were stimulated in PVYN- infected tobacco leaves. It
may be that some kind of stimuli are released from leaves with veinal necrotic
symptoms which could potentiate the intrinsic capacity of PVY infection
to interfere with powdery mildew infection.
Key words: Shikimate dehydrogenase, L-Phenylalanine ammonia-lyase,
Potato virus Y, Erysiphe cichoracearum, Induced resistance.
Variazioni d’attività della L-fenilalanina NH3-liasi e scichimico deidrogenasi in foglie di tabacco in relazione alla resistenza indotta dal virus Y della patata nei confronti dell’oidio.
Le variazioni delle attività della scichimico deidrogenasi e
L-fenilalanina NH3-liasi, due enzimi operanti nel metabolismo
dei fenilpropanoidi, sono state determinate in foglie di tabacco (cv. Havana
425) infette con ceppi comuni (PVYO) e necrotici (PVYN)
del virus Y della patata. È stata anche esaminata una possibile
relazione tra le alterazioni dell’attività di questi due enzimi
nella piante infette da PVY e la resistenza indotta dall'infezione virale
nei confronti dell'infezione d’oidio. Dai risultati ottenuti si è
potuto stabilire che l’attività della PAL subiva un incremento solo
nelle foglie infette con il PVYN all'inizio e durante l’espressione
dei sintomi necrotici delle nervature (da 8 a 17 giorni dopo l’inoculazione).
Analogo comportamento è stato osservato per la SDH, che però
risultava incrementata almeno fino a 28 giorni dall'inoculazione. Dall’analisi
di questi risultati si è ipotizzata una possibile relazione tra
aumento dell’attività dei suddetti enzimi ed espressione dei sintomi
necrotici nelle foglie infette. Sia l’infezione del PVYN e,
molto meno efficientemente, quella del PVYO riduceva lo sviluppo
dell’oidio sulle foglie di tabacco, ma poiché il PVYO
non induceva incrementi di PAL e SDH, i nostri risultati sembrano indicare
che il fenomeno di resistenza indotta probabilmente non è correlato
con l’attivazione del metabolismo delle sostanze fenilpropanoidi. Tuttavia,
in considerazione del fatto che le foglie infette con PVYN erano
in grado di proteggere più efficacemente le foglie di tabacco dall’infezione
fungina, non può essere escluso che l’attivazione del metabolismo
delle sostanze fenilpropanoidi, risultato dell’attivazione degli enzimi
saggiati in concomitanza della comparsa dei sintomi necrotici delle nervature,
sia in grado, attraverso la formazione e migrazione di stimoli biochimici,
di potenziare l’intrinseca capacità del PVY ad ostacolare lo sviluppo
dell’oidio.
Parole chiave: Scichimico deidrogenasi, L-Fenilalanina-NH3-liasi,
Virus Y della patata, Erysiphe cichoracearum, Resistenza indotta.
FRANCO CICCARESE, MARIO AMENDUNI e MATTEO CIRULLI.
Dipartimento di Patologia vegetale, Università
di Bari, Via G. Amendola, 165/A I-70126 Bari
La patogenicità di quattro isolati di Pyrenochaeta lycopersici
derivati da pomodoro (isolati CR-16-Pom. e CR-8-Pom.) da melanzana (CR-6-Mel.)
e da peperone (CR-9-Pep.) è stata studiata in serra in saggi d’inoculazione
incrociata su pomodoro ‘Super Marmande’; melanzana ‘Florida Market, e peperone
‘Yolo Wonder’. Sono stati usati due metodi d’inoculazione: 1) per immersione
delle radici in una sospensione in acqua di micelio di colonie (su PDA)
frantumate; 2) allevando le piante su una miscela del terreno e torba infestato
artificialmente con microsclerozi del parassita. La patogenicità
degli isolati non è risultata statisticamente differente sugli ospiti
omologhi e su quelli eterologhi. La media generale degli indici di gravità
della malattia dei quattro isolati, dei due metodi d’inoculazione e delle
infezioni sulle radici primarie e secondarie è stata del 71.5%,
44.9% e 24.2% rispettivamente su pomodoro, melanzana e peperone. Gli isolati
saggiati sono risultati polifagi, senza indicazioni di specializzazione
fisiologica, ma caratterizzati da maggiore aggressività su pomodoro
che su melanzana e peperone.
Parole chiave: Suberosità radicale, Patogenicità,
Pomodoro, Melanzana, Peperone.
Cross inoculation tests with isolates of Pyrenochaeta lycopersici on tomato, eggplant and pepper.
Pathogenicity of four isolated of Pyrenochaeta lycopersici Schneider
et Gerlach originated from tomato (isolate CR-16-Pom., and CR-8-Pom.).
eggplant (CR-6-Mel.), and pepper (CR-9-Pep.) was studied in greenhouse
in cross-inoculation tests on tomato ‘Super Marmande,, eggplant ‘Florida
Market, and pepper ‘Yolo Wonder,. Two methods of inoculation were used:
1) by dipping the roots in water suspension of mycelium obtained by blending
in water the fungal mats of 10-day old colonies; 2) by growing the plants
in a mixture of soil and peat artificially infested with microsclerotia
of the fungus. Pathogenicity of the isolates was not significantly different
on both homologous and heterologous host plants. The general mean of disease
severity indexes of four isolates, two methods of inoculation, and primary
and secondary root infections was 71.5%, 44.9% and 24.2% on tomato, eggplant
and pepper, respectively. Tested isolates resulted polyphagous, without
indication of physiologic specialization, but were more aggressive on tomato
than on eggplant and pepper.
Key words: Corky root, Pathogenicity, Tomato, Eggplant, Pepper.
MASSIMO BIAGIONI and GIACOMO LORENZINI
Dipartimento Coltivazione Difesa Specie Legnose, Sezione
Patologia Vegetale, Università di Pisa, Via del Borghetto, 80, I-56124
Pisa.
‘Pinto’ bean hypocotyls of 40-day old plants were harvested at various
time periods (up to 96 h) after a single 5-h exposure to either 0 or 110
ppb (220 mg m-3) ozone in a fumigation
chamber, to determine the effects of ozone on phenylalanine ammonia-lyase
(PAL) activity. This was assayed spectrophotometrically with L-phenylalanine
as substrate. PAL activity was consistently higher in treated material,
the maximum stimulation being observed 48-72 h after the end of the fumigation.
The results are discussed in relation to the possible role of PAL in ozone
toxicity mechanisms.
Key words: Phaseolus vulgaris, Phenylpropanoid metabolism.
Attività fenilalanino-ammonio-liasica in fagiolo ‘Pinto’ trattato con ozono.
Ipocotili di piante di fagiolo ‘Pinto’ di 40 giorni erano raccolti a
vari intervalli (fino a 96 h) dopo un singolo trattamento con ozono in
camera di fumigazione [110 ppb (220 mg m-3)],
5 h, in confronto a controlli non trattati], per determinare gli effetti
sulla attività della fenilalanino ammonio-liasi (PAL). Questa era
determinata spettrofotometricamente usando L-fenilalanina come substrato.
L’attività PAL risultava significativamente più elevata nel
materiale trattato e la massima stimolazione era osservata tra 48 e 72
h dopo la fine della fumigazione. I risultati sono discussi in relazione
al possibile ruolo della PAL nei meccanismi di tossicità dell’ozono.
Parole chiave: Phaseolus vulgaris, Metabolismo dei fenilpropanoidi.
GIACOMO TAMIETTI1, NICOLA D'ERCOLE2 e ASTOLFO
ZOINA3
1Dipartimento di Valorizzazione e protezione
delle risorse agroforestali, Sezione di Patologia vegetale, Università
di Torino, Via P. Giuria, 15, I-10126 Torino;
2Istituto di Patologia vegetale, Università
di Bologna, Via Filippo Re, 8, I-40126 Bologna;
3Istituto di Patologia vegetale, Università
di Napoli, Via Università, 100, I-80055 Portici.
Centododici isolati monoconidici di Fusarium oxysporum sono stati
ottenuti da piante di melone con sintomi di tracheofusariosi provenienti
da diverse zone orticole italiane. L’80% di essi è risultato virulento
su melone ed identificato come F. oxysporum f.sp. melonis
razza 0 (20,8%), razza 1 (26,4%), razza 2 (3,3%) e razza 1-2 (49,5%). I
rimanenti isolati sono stati avirulenti su melone e, salvo 3 eccezioni,
vegetativamente incompatibili con quelli virulenti. Nelle aree controllate
la distribuzione delle razze 0 e 1 è risultata generalizzata e la
razza 1-2 anche molto diffusa, ma assente in alcune province (come Alessandria
e Pisa) dove varietà e/o ibridi dotati del gene di resistenza Fom
1-2 sono poco coltivate. Nell’ambito degli isolati di razza 1-2 sono
stati individuati ceppi "wilt" particolarmente diffusi nel Sud, e ceppi
"yellow" preponderanti nel Nord. La razza 2 è risultata presente
nelle province di Bologna, Ferrara e Latina.
Parole chiave: Melone, Fusarium oxysporum f. sp. melonis.
Frequency and distribution of physiological races of Fusarium oxysporum f. sp. melonis in Italy.
One hundred twelve monosporic isolates of Fusarium oxysporum
have been obtained from melon plants from different horticultural regions.
Eighty per cent of them were virulent on melon and identified as F.
oxysporum f. sp. melonis race 0 (20.8%), race 1 (26.4%), race
2 (3.3%) and race 1-2 (49.5%). The other isolates were avirulent on melon
and, with 3 exceptions, vegetatively incompatible with the virulent ones.
The distribution of the races 0 and 1 appeared to be generalized in the
checked areas; also race 1-2 was quite diffuse, but absent in a few provinces
(i.e. Alessandria and Pisa) in which varieties with the resistant gene
Fom
1-2 are uncommon. "Wilt" strains, particularly common in the South,
and "yellow" strains, more common in the North of Italy, have been identified
in the isolates of race 1-2. Race 2 was limited to the provinces of Bologna,
Ferrara and Latina.
Key words: Melon, Fusarium oxysporum f. sp. melonis.
GIOVANNI GRANATA1 and ANTHONY J.S. WHALLEY2 .
1Istituto di Patologia Vegetale Università
di Catania, Via Valdisavoia, 5, I-95123 Catania;
2School of Biomolecular Sciences, Liverpool
John Moores, University, Byrom Street, Liverpool L3 3AF, UK.
Decline of beech trees in Sicily can be linked with the Xylariaceous
fungus, Biscogniauxia nummularia. There are indications that the
decline is related to the amount of water stress exhibited by the trees
since the incidence of disease was greater in regions where water availability
was poor and the trees more stressed.
Key words: Decline, Beech, Biscogniauxia nummularia.
Moria di faggi causata da Biscogniauxia nummularia in Italia.
Si segnala una moria di piante di faggio, in due areali siciliani dei
Nebrodi e dell’Etna, associata al fungo Biscogniauxia nummularia
(Bull.: Fr.) O. Kuntze. Le scarse precipitazioni e le elevate temperature
primaverili-estive degli ultimi anni hanno, probabilmente, determinato
condizioni di stress per le piante favorendo la diffusione e la gravità
del deperimento.
Parole chiave: Moria, Faggio, Biscogniauxia nummularia.
ERNESTO LAHOZ1, PASQUALE PICCIRILLO1 e ANTONIO
RAGOZZINO2
1Istituto Sperimentale per il Tabacco, Via
P. Vitiello, 66, I- 84018 Scafati.
2Istituto di Patologia vegetale, Università
di Napoli "Federico II", Via Università, 100, I-80055 Portici.
La trasmissibilità per seme di tre isolati di virus del mosaico
del cetriolo (CMV) in dodici cultivar di fagiolo (Phaseolus vulgaris
L.) è stata saggiata mediante ELISA. La trasmissione, positiva per
11 delle cultivar, è risultata quantitativamente dipendente dalla
varietà e dall’isolato virale. Le piante con infezione latente,
derivanti da seme infetto, potrebbero favorire la diffusione di particolari
isolati del CMV nelle zone di coltivazione del fagiolo.
Parole chiave: Virus del mosaico del cetriolo, Fagiolo, Phaseolus
vulgaris.
Assay of seed transmissibility of three cucumber mosaic virus (CMV) isolates in twelve cultivars of common bean.
Seed transmissibility of three isolates of cucumber mosaic virus (CMV)
in twelve cultivars of common bean (Phaseolus vulgaris L.) was tested
by ELISA assays. Transmission, positive for eleven cultivars, was found
quantitatively dependent on cultivar and virus isolate. Symptomless plants
from infected seed could foster the spread of some CMV isolates in the
areas of bean cultivation.
Key words: Cucumber Mosaic Virus, Common bean, Phaseolus
vulgaris.
GENNARO CRISTINZIO
Istituto di Patologia Vegetale, Università di
Napoli "Federico II", Via Università,100, I-80055 Portici.
Nella presente indagine, svolta in 10 Comuni della penisola sorrentina,
appartenenti alle province di Napoli e Salerno, è stata studiata
la distribuzione geografica di due specie di Phytophthora agenti
del marciume bruno dei frutti di limone. La P. hibernalis è
risultata presente solo sul versante nord (sorrentino) mentre la P.
syringae su entrambi i versanti nord e sud (sorrentino e amalfitano).
Vengono riportati i risultati di alcuni studi sul comportamento biologico
delle specie isolate, nonché la loro comparsa nei diversi mesi dell’anno.
Parole chiave: Limone, Marciume bruno, Phytophthora hibernalis,
P. syringae.
Brown rot of lemon caused by Phytophthora spp. in the Sorrento peninsula.
A study on the geographical distribution of species of the genus Phytophthora
de Bary that cause the brown rot of lemon was carried out in the Sorrento
peninsula. Two species were identified. P. hibernalis Carne which
was isolated in the northern coast only, from December to June, and P.
syringae (Kleb.) Kleb. which was isolated in both northern and southern
coasts, from December to April. Some tests on biological behaviour of the
two species are reported.
Key words: Lemon, Brown rot, Phytophthora hibernalis, P.
syringae.
BARBARA BRANZANTI1 and ALESSANDRA ZAMBONELLI2.
1Dipartimento di Biotecnologie Agrarie ed
Ambientali, Università di Ancona, Via Brecce Bianche, I-60131, Ancona.
2Dipartimento di Protezione e Valorizzazione
Agroalimentare, Università di Bologna, Via Filippo Re, 8, I-40126
Bologna.
The ectomycorrhizal fungi Paxillus involutus, Laccaria laccata
and Hebeloma crustuliniforme exhibited a weak inhibition of mycelial
growth of Fusarium solani and Rhizoctonia solani when paired
on PDA medium. The survival of Pinus nigra seedlings increased significantly
when they were grown in vitro concomitantly with either of these
ectomycorrhizal fungi and F. solani as compared to seedlings inoculated
only with F. solani. P. involutus showed the highest protective
effect. Spore germination of F. solani was reduced significantly
when treated with culture filtrate of P. involutus and L. laccata.
In contrast, spore germination of F. solani was not affected by
H.
crustuliniforme culture filtrate. The ECM fungi had no protective effect
against attacks of R. solani on P. nigra seedlings.
Key words: Ectomycorrhizal fungi, Biological control, Damping
off, Pinus nigra.
Effetto in vitro di funghi ectomicorrizici sui marciumi radicali da Fusarium solani e da Rhizoctonia solani in semenzali di pino.
In prove in vitro condotte su substrato agarizzato (PDA) i funghi
ectomicorrizici Paxillus involutus (Batsch) Fr., Laccaria laccata
(Scop. ex Fr.) Bk. e Br., e Hebeloma crustuliniforme (Bull. ex Fr.)
Quél hanno dimostrato un debole effetto antagonistico nei confronti
di Fusarium solani (Mart.) Sacc. e di Rhizoctonia solani
Kühn. Sempre in prove in vitro la sopravvivenza di semenzali
di Pinus nigra Arnold inoculati contemporaneamente con F. solani
e coi funghi micorrizici è stata significativamente superiore a
quella ottenuta con l’inoculazione del solo patogeno. Il fungo micorrizico
che ha dimostrato un maggiore effetto protettivo è stato P. involutus.
La
germinazione delle spore di F. solani è stata significativamente
ridotta dai filtrati colturali di P. involutus e di L. laccata,
mentre quelli di H. crustuliniforme hanno dimostrato un debole effetto
inibente. I funghi ectomicorrizici saggiati non hanno invece evidenziato
alcun effetto protettivo nei confronti di R. solani.
Parole chiave: Funghi ectomicorrizici, Lotta biologica, Marciumi
radicali, Pinus nigra.
ANIELLO CRESCENZI, ANTONIO RAGOZZINO e DANIELA ALIOTO.
Istituto di Patologia Vegetale, Università di
Napoli "Federico II", Via Università,100, I-80055 Portici.
Vengono segnalate gravi infezioni di CMV (cucumber mosaic virus) su
melanzana coltivata in Campania e Lazio. Oltre a sintomi di mosaico più
o meno evidenti, le piante infette mostravano sui frutti anelli necrotici
o no, necrosi, striature clorotiche e deformazione. Il virus è stato
identificato con metodi biologici, sierologici, di microscopia elettronica,
elettroforetici e molecolari. La differenza dei sintomi osservati è
risultata associata alla diversità dei ceppi virali isolati. Il
ceppo che causa deformazione e striature clorotiche sui frutti è
risultato possedere un RNA-satellite.
Parole chiave: Virus del mosaico del cetriolo, Epidemiologia,
Melanzana.
Damage to eggplant by cucumber mosaic virus (CMV).
Severe and widespread infections by CMV (cucumber mosaic virus) have
been detected on eggplant (Solanum melongena L.) in Campania and
Latium (central Italy). Infected plants show a more or less clear mosaic,
stunting and different symptoms on fruits, i.e.: concentric or necrotic
rings, chlorotic streaks and deformation. The virus has been identified
using biological, serological, electron-microscopy, electrophoretic and
molecular methods. Different symptoms have been correlated with three different
CMV-strains. The one correlated with chlorotic streaks and deformation
of the fruit contains a satellite RNA.
Key word: Cucumber mosaic virus, Epidemiology, Eggplant.
MARIO DAVINO1, FRANCESCO D’URSO1, RENATA AREDDIA1,
MASSIMO CARBONE1 and GIOVANNI MAUROMICALE2
1Istituto di Patologia Vegetale, Università
di Catania, Via Valdisavoia, 5, I-95123 Catania;
2Centro di studi sulle colture precoci ortive
in Sicilia, CNR, Istituto di Agronomia Generale e Coltivazioni Erbacee,
Università di Catania, Via Valdisavoia, 5, I-95123 Catania.
Transmission tests of tomato yellow leaf curl virus (TYLCV) to jimsonweed
and tomato plants, assays on wild and cultivated species and on tomato
seeds and plantlets were carried out in the Ragusa area in order to ascertain
the possible natural hosts and the transmissibility of this virus. These
tests demonstrated that under favourable enviromental conditions, TYLCV
in easily transmitted to jimsonweed and tomato plants by its vector Bemisia
tabaci (Gennadius). Assays using molecular hybridization with a specific
TYLCV probe were carried out on 55 wild and cultivated species collected
in several areas of Ragusa, where the TYLCV incidence is very high. It
was found that black nightstrade, jimsonweed and Euphorbia sp. are
natural hosts of the virus. In August 1991, 83% of black nightstrade were
infected. Specific tests carried out on different organs of black nightstrade
showed that TYLCV is systemic in this species. It was determined by means
of molecular hybridization assays on seeds produced by infected tomato
plants and on plantlets obtained from these seeds that TYLCV is not transmitted
through these organs.
Key words: Tomato yellow leaf curl virus, Transmission, Epidemiology.
Indagini sull’epidemiologia del virus dell’accartocciamento fogliare giallo del pomodoro (TYLCV) in Sicilia.
Sono state effettuate prove di trasmissione del virus dell’accartocciamento
fogliare giallo del pomodoro (TYLCV) su piante di datura e pomodoro, saggi
di specie coltivate e spontanee e di semi e piantine di pomodoro in provincia
di Ragusa al fine di accertare gli eventuali ospiti naturali e le modalità
di trasmissione del virus. Dalle prove si evince che TYLCV in condizioni
ambientali favorevoli si trasmette facilmente alle piante di datura e di
pomodoro attraverso il suo vettore Bemisia tabaci (Gennadius). I
saggi su 55 specie coltivate e spontanee raccolte in alcune aree della
provincia di Ragusa dove l’incidenza di TYLCV da diversi anni è
molto elevata, effettuati mediante ibridazione molecolare con una sonda
specifica per TYLCV, hanno permesso di accertare che l’erba morella, la
datura ed una specie di Euphorbia sono ospiti naturali del virus.
Durante il mese di agosto del 1991, la percentuale di piante di erba morella
infette era dell’83%. Dai saggi specifici sui diversi organi di erba morella
è emerso che TYLCV si diffonde in modo sistemico su tutta la pianta.
I saggi dei semi prelevati da bacche di piante di pomodoro infette e quelli
delle piantine ottenuti dalla stessa partita di semi effettuati, sempre
mediante ibridazione molecolare, dimostrano che TYLCV non si trasmette
attraverso tali organi.
Parole chiave: Accartocciamento fogliare giallo del pomodoro,
Trasmissione, Epidemiologia.
LAURA TOSI and ANTONIO ZAZZERINI
Istituto di Patologia vegetale, Università degli
Studi, Borgo XX Giugno, 74, I-06100 Perugia.
During surveys on Verticillium wilt of olive trees carried out in Umbria
(central Italy) some plants showed a progressive withering of twigs and
young branches. Earliest symptoms appeared in the spring 1991; leaves on
infected twigs lost their deep green colour, turned brown and remained
attached to affected twigs. Some twigs of heavily-infected trees sometimes
showed longitudinal stripes of variable shape and length and a brown discoloration
of the xylem. The disease seems to develop very slowly and rarely kills
the trees. Our trials have proven that this disease was caused by Phoma
incompta Sacc. et Mart. The fungus was examined for colony morphology,
temperature response and pathogenicity. Significant differences were observed
among various media. Best growth and profuse sporulation were obtained
on V8 and Czapek agar. The optimum temperature for growth was 20
°C; temperatures ranging from 0 to 5 °C greatly reduced colony
growth and pycnidia formation. No growth was observed at 35 °C. The
optimum
pH for the growth of P. incompta on all tested media ranged from
6.5 to 7.5. Of four inoculation methods used only transplanting in inoculated
soil was successful. All varieties (Frantoio, Leccino, Moraiolo and clone
1-77) were susceptible to the pathogen; leaf symptoms, defoliation and
vascular discoloration began to appear approximately 30 days after inoculation.
Key words: Olive tree, Phoma incompta, Wilt.
Phoma incompta un nuovo parassita dell’olivo in Italia.
Nel corso di alcune indagini sulla tracheoverticilliosi dell’olivo in
Umbria sono stati osservati progressivi disseccamenti di rametti e branche.
I primi sintomi dell’alterazione sono comparsi nella primavera 1991; le
foglie dei rametti infetti scuriscono, successivamente seccano pur restando
attaccate ai rami. I rametti gravemente attaccati mostrano talvolta spaccature
longitudinali di forma e dimensioni variabili ed imbrunimenti dello xilema.
Gli accertamenti diagnostici eseguiti hanno permesso di attribuire le infezioni
a Phoma incompta Sacc. et Mart. Sono stati inoltre condotti alcuni
saggi sul fungo per valutare le caratteristiche morfologiche, le esigenze
colturali e la patogenicità. Il patogeno cresceva e sporulava abbondantemente
su agar V8 e Czapek. L’optimum di accrescimento si registrava a
20 °C, mentre temperature comprese tra 0 e 5 °C limitavano fortemente
la crescita e la formazione dei picnidi. Nessuna crescita si osservava
a 35 °C. Di quattro metodi di inoculazione artificiale saggiati solo
il trapianto su terreno contaminato con l’inoculo di P. incompta
ha avuto esito positivo. Tutte le varietà (Frantoio, Leccino, Moraiolo
e clone 1-77) sono risultate suscettibili al patogeno e i primi sintomi
della fitopatia (defoliazione, imbrunimento dei vasi) sono comparsi circa
30 giorni dopo l’inoculazione.
Parole chiave: Olivo, Phoma incompta, Avvizzimento.
PAOLA LAVERMICOCCA1, NICOLA S. IACOBELLIS2, ENRICO
DI MAIO3, ANTONIO EVIDENTE3 and RENATO CAPASSO3
1Istituto Tossine e Micotossine da parassiti
vegetali, CNR, Viale Einaudi, 51, I-70125 Bari;
2Dipartimento di Biologia, Difesa e Biotecnologie
Agro-Forestali, Università della Basilicata, Via N. Sauro, 85, I-85100
Potenza;
3Dipartimento di Scienze Chimico-Agrarie,
Università di Napoli, Via Università,100, I-80055 Portici.
Compounds present in liquid cultures of Pseudomonas caryophylli
NCPPB2151 were examined for antibiotic and phytotoxic activities. Chemical
extraction and purification by gel filtration chromatography of the culture
filtrates made it possible to isolate a group of fractions that inhibited
the growth of P. syringae pv. phaseolicola and caused severe
phytotoxic symptoms on host and non-host test plants. The results of partial
purification and preliminary characterization of bioactive metabolites
produced by P. caryophylli indicated that these substances are polar
molecules with a molecular weight of less than 1,800 Da.
Key words: Dianthus caryophyllus, Bacterial wilt of carnation,
Antimicrobial metabolites, Phytotoxic metabolites.
Metaboliti bioattivi prodotti in coltura da Pseudomonas caryophylli.
È stata valutata la capacità da parte di Pseudomonas
caryophylli di produrre in coltura liquida metaboliti con attività
antibiotica e fitotossica. L’estrazione chimica e la purificazione mediante
cromatografia di filtrazione su gel dei filtrati colturali hanno permesso
l’isolamento di un gruppo di frazioni che inibiscono la crescita di P.
syringae pv. phaseolicola e causano sintomi di fitotossicità
su garofano e su tabacco. I risultati indicano che queste sono sostanze
molto polari, con un peso molecolare inferiore a 1.800 Da.
Parole chiave: Dianthus caryophyllus, Avvizzimento batterico
del garofano, Metaboliti antimicrobici, Metaboliti fitotossici.
ANITA HAEGI1, MARIA ARAGONA1, GIOVANNI VANNACCI2,
GIOVANNI DELOGU3 and ANGELO PORTA-PUGLIA1.
1Istituto Sperimentale per la Patologia Vegetale,
Via C.G. Bertero, 22, I-00156 Roma;
2Dipartimento di Coltivazione e Difesa delle
Specie Legnose, Sezione Patologia Vegetale, Università degli Studi,
Via del Borghetto, 80, I-56124 Pisa;
3Istituto Sperimentale per la Cerealicoltura,
Sez. Op. Perif., Via S. Protaso, 208, I-29017 Fiorenzuola d’Arda (PC).
Culture filtrates of Pyrenophora graminea induce typical leaf-stripe
symptoms following infiltration into leaves of susceptible barley plants.
This indicates that one (or more) toxic compound is present in culture
filtrates. A range of cultural conditions were tested to improve toxin
production; the best results were obtained from liquid cultures grown in
a modified Fries’ medium at 25 °C. Preliminary studies showed that
the toxic compound is not dialyzable at 8,000-10,000 molecular weight cutoff,
is stable at 121 °C, is not extractable with organic solvents of different
polarity, and can be precipitated by acetone. All the isolates of P.
graminea tested produced phytotoxic compound(s) in culture. The barley
cultivars tested, ‘Onice’, ‘Jaidor’, ‘Mirko’ and ‘Etrusco’, were sensitive
to the toxic effect of culture filtrates of four isolates of P. graminea.
Culture filtrates showed no host-selectivity when infiltrated into non-host
plants.
Key words: Hordeum vulgare, Pyrenophora graminea, Barley
leaf stripe, Culture filtrates, Phytotoxins.
Presenza di un composto fitotossico nei filtrati colturali di Pyrenophora graminea.
I filtrati colturali di Pyrenophora graminea, in seguito a infiltrazione
nelle foglie di una cultivar suscettibile di orzo, inducono i sintomi della
Striatura bruna. Ciò fa supporre che uno o più composti tossici
siano presenti nei filtrati colturali del fungo. Le condizioni di coltura
del fungo sono state modificate per migliorare la produzione di tossina;
i migliori risultati sono stati ottenuti da colture liquide cresciute a
25 °C in un terreno modificato di Fries. Analisi preliminari hanno
mostrato che il composto tossico non è dializzabile con una membrana
avente un limite di esclusione di 8.000-10.000 Da, è stabile a 121
°C, non è estraibile con solventi organici a diversa polarità
e può essere precipitato in acetone. Tutti gli isolati di P.
graminea saggiati producono il composto tossico in coltura. Tutte le
cultivar saggiate, ‘Onice’, ‘Jaidor’, ‘Mirko’ e ‘Etrusco’, sono risultate
sensibili ai filtrati colturali di quattro isolati del fungo, con differenze
nell’intensità della risposta. I filtrati colturali di P. graminea,
infiltrati nelle piante non-ospiti, non hanno mostrato selettività
per gli ospiti.
Parole chiave: Hordeum vulgare, Pyrenophora graminea,
Striatura bruna dell’orzo, Filtrati colturali, Fitotossine.
GIOVANNI CONCA1, FABRIZIO GOLINELLI2 e ANGELO
PORTA-PUGLIA1
1Istituto Sperimentale per la Patologia Vegetale,
Via C.G. Bertero, 22, I-00156 Roma;
2Ente Nazionale Sementi Elette, Sezione di
Verona, Via Ca’ Nova Zampieri, 37, I-37057 S. Giovanni Lupatoto, Verona.
Viene segnalata per la prima volta la presenza di Colletotrichum
coccodes (Wallr.) Hughes su soia. Il patogeno è stato osservato
in campo, a Monterotondo (Roma) e Tavazzano (Milano), ove ha causato l’ingiallimento
precoce delle piante colpite (cv. Panda e Pony), sui cui fusti erano presenti
le caratteristiche macchie di antracnosi. C. coccodes è stato
osservato anche su semi prodotti nel campo di Tavazzano. Prove di infezione
artificiale hanno confermato la patogenicità del fungo sulle due
cultivar di soia.
Parole chiave: Soia, Glycine max, Antracnosi, Colletotrichum
coccodes.
A report of Colletotrichum coccodes on soybean.
Colletotrichum coccodes (Wallr.) Hughes is reported for the first
time on soybean [Glycine max (L.) Merrill]. The pathogen caused
anthracnose spots on stems and premature yellowing of soybean plants (cv.
Panda and Pony) in fields at Monterotondo (Rome) and Tavazzano (Milan).
The pathogen was also found on seeds collected at Tavazzano and incubated
on blotter. Artificial inoculations carried out in the greenhouse confirmed
the pathogenicity of C. coccodes on ‘Panda’ and ‘Pony’.