Petria 4(2), 77-88, (1994) Articolo scientifico/Scientific paper
Levels of L-phenylalanine ammonia-lyase and shikimate dehydrogenase in tobacco leaves in relation to the resistance induced by Potato virus Y against powdery mildew.

PAOLO MONTALBINI and NAGASANDRA UMESH KUMAR
Istituto di Patologia vegetale, Università di Perugia, Borgo XX Giugno, 74, I-06100 Perugia

The extent of alterations in the activity of L-phenylalanine ammonia-lyase (PAL) and shikimate dehydrogenase (SDH), two enzymes involved in the metabolism of phenylpropanoid compounds, were determined in tobacco leaves (cv. Havana 425) infected by common (PVYO) and veinal necrotic (PVYN) strains of potato virus Y. A possible relation between alteration in the activity of these enzymes in PVY-infected tobacco leaves and the resistance induced by the virus infection against powdery mildew infection was also investigated. Results demonstrated that PAL activity was increased only in PVYN- infected leaves at the beginning and during veinal necrotic symptom expression (from 8 to 17 days post-inoculation). SDH activity was similar to PAL but in this case the increase in activity was detected at least up to 28 days post-inoculation. The association of the above mentioned alteration in veinal necrotic symptom expression may indicate a possible relation between these two phenomena. Both PVYN and, much less efficiently, PVYO infection reduced powdery mildew development. Since PVYO did not enhance PAL and SDH activities, our results are consistent with the hypothesis that this particular kind of induced resistance is not necessarily dependent on phenylpropanoid metabolism activation. However, since protection was higher in PVYN infected leaves, we cannot exclude that a certain role may be expressed when these enzymes were stimulated in PVYN- infected tobacco leaves. It may be that some kind of stimuli are released from leaves with veinal necrotic symptoms which could potentiate the intrinsic capacity of PVY infection to interfere with powdery mildew infection.
Key words: Shikimate dehydrogenase, L-Phenylalanine ammonia-lyase, Potato virus Y, Erysiphe cichoracearum, Induced resistance.

Variazioni d’attività della L-fenilalanina NH3-liasi e scichimico deidrogenasi in foglie di tabacco in relazione alla resistenza indotta dal virus Y della patata nei confronti dell’oidio.

Le variazioni delle attività della scichimico deidrogenasi e L-fenilalanina NH3-liasi, due enzimi operanti nel metabolismo dei fenilpropanoidi, sono state determinate in foglie di tabacco (cv. Havana 425) infette con ceppi comuni (PVYO) e necrotici (PVYN) del virus Y della patata. È stata anche esaminata una possibile relazione tra le alterazioni dell’attività di questi due enzimi nella piante infette da PVY e la resistenza indotta dall'infezione virale nei confronti dell'infezione d’oidio. Dai risultati ottenuti si è potuto stabilire che l’attività della PAL subiva un incremento solo nelle foglie infette con il PVYN all'inizio e durante l’espressione dei sintomi necrotici delle nervature (da 8 a 17 giorni dopo l’inoculazione). Analogo comportamento è stato osservato per la SDH, che però risultava incrementata almeno fino a 28 giorni dall'inoculazione. Dall’analisi di questi risultati si è ipotizzata una possibile relazione tra aumento dell’attività dei suddetti enzimi ed espressione dei sintomi necrotici nelle foglie infette. Sia l’infezione del PVYN e, molto meno efficientemente, quella del PVYO riduceva lo sviluppo dell’oidio sulle foglie di tabacco, ma poiché il PVYO non induceva incrementi di PAL e SDH, i nostri risultati sembrano indicare che il fenomeno di resistenza indotta probabilmente non è correlato con l’attivazione del metabolismo delle sostanze fenilpropanoidi. Tuttavia, in considerazione del fatto che le foglie infette con PVYN erano in grado di proteggere più efficacemente le foglie di tabacco dall’infezione fungina, non può essere escluso che l’attivazione del metabolismo delle sostanze fenilpropanoidi, risultato dell’attivazione degli enzimi saggiati in concomitanza della comparsa dei sintomi necrotici delle nervature, sia in grado, attraverso la formazione e migrazione di stimoli biochimici, di potenziare l’intrinseca capacità del PVY ad ostacolare lo sviluppo dell’oidio.
Parole chiave: Scichimico deidrogenasi, L-Fenilalanina-NH3-liasi, Virus Y della patata, Erysiphe cichoracearum, Resistenza indotta.



Petria 4(2), 89-94, (1994) Articolo scientifico/Scientific paper
Prove d’inoculazione incrociata con isolati di Pyrenochaeta lycopersici
su pomodoro, melanzana e peperone.

FRANCO CICCARESE, MARIO AMENDUNI e MATTEO CIRULLI.
Dipartimento di Patologia vegetale, Università di Bari, Via G. Amendola, 165/A I-70126 Bari

La patogenicità di quattro isolati di Pyrenochaeta lycopersici derivati da pomodoro (isolati CR-16-Pom. e CR-8-Pom.) da melanzana (CR-6-Mel.) e da peperone (CR-9-Pep.) è stata studiata in serra in saggi d’inoculazione incrociata su pomodoro ‘Super Marmande’; melanzana ‘Florida Market, e peperone ‘Yolo Wonder’. Sono stati usati due metodi d’inoculazione: 1) per immersione delle radici in una sospensione in acqua di micelio di colonie (su PDA) frantumate; 2) allevando le piante su una miscela del terreno e torba infestato artificialmente con microsclerozi del parassita. La patogenicità degli isolati non è risultata statisticamente differente sugli ospiti omologhi e su quelli eterologhi. La media generale degli indici di gravità della malattia dei quattro isolati, dei due metodi d’inoculazione e delle infezioni sulle radici primarie e secondarie è stata del 71.5%, 44.9% e 24.2% rispettivamente su pomodoro, melanzana e peperone. Gli isolati saggiati sono risultati polifagi, senza indicazioni di specializzazione fisiologica, ma caratterizzati da maggiore aggressività su pomodoro che su melanzana e peperone.
Parole chiave: Suberosità radicale, Patogenicità, Pomodoro, Melanzana, Peperone.

Cross inoculation tests with isolates of Pyrenochaeta lycopersici on tomato, eggplant and pepper.

Pathogenicity of four isolated of Pyrenochaeta lycopersici Schneider et Gerlach originated from tomato (isolate CR-16-Pom., and CR-8-Pom.). eggplant (CR-6-Mel.), and pepper (CR-9-Pep.) was studied in greenhouse in cross-inoculation tests on tomato ‘Super Marmande,, eggplant ‘Florida Market, and pepper ‘Yolo Wonder,. Two methods of inoculation were used: 1) by dipping the roots in water suspension of mycelium obtained by blending in water the fungal mats of 10-day old colonies; 2) by growing the plants in a mixture of soil and peat artificially infested with microsclerotia of the fungus. Pathogenicity of the isolates was not significantly different on both homologous and heterologous host plants. The general mean of disease severity indexes of four isolates, two methods of inoculation, and primary and secondary root infections was 71.5%, 44.9% and 24.2% on tomato, eggplant and pepper, respectively. Tested isolates resulted polyphagous, without indication of physiologic specialization, but were more aggressive on tomato than on eggplant and pepper.
Key words: Corky root, Pathogenicity, Tomato, Eggplant, Pepper.


Petria 4(2), 95-102, (1994) Articolo scientifico/Scientific paper
Phenylalanine ammonia-lyase activity in ozone-treated ‘Pinto’ bean.

MASSIMO BIAGIONI and GIACOMO LORENZINI
Dipartimento Coltivazione Difesa Specie Legnose, Sezione Patologia Vegetale, Università di Pisa, Via del Borghetto, 80, I-56124 Pisa.

‘Pinto’ bean hypocotyls of 40-day old plants were harvested at various time periods (up to 96 h) after a single 5-h exposure to either 0 or 110 ppb (220 mg m-3) ozone in a fumigation chamber, to determine the effects of ozone on phenylalanine ammonia-lyase (PAL) activity. This was assayed spectrophotometrically with L-phenylalanine as substrate. PAL activity was consistently higher in treated material, the maximum stimulation being observed 48-72 h after the end of the fumigation. The results are discussed in relation to the possible role of PAL in ozone toxicity mechanisms.
Key words: Phaseolus vulgaris, Phenylpropanoid metabolism.

Attività fenilalanino-ammonio-liasica in fagiolo ‘Pinto’ trattato con ozono.

Ipocotili di piante di fagiolo ‘Pinto’ di 40 giorni erano raccolti a vari intervalli (fino a 96 h) dopo un singolo trattamento con ozono in camera di fumigazione [110 ppb (220 mg m-3)], 5 h, in confronto a controlli non trattati], per determinare gli effetti sulla attività della fenilalanino ammonio-liasi (PAL). Questa era determinata spettrofotometricamente usando L-fenilalanina come substrato. L’attività PAL risultava significativamente più elevata nel materiale trattato e la massima stimolazione era osservata tra 48 e 72 h dopo la fine della fumigazione. I risultati sono discussi in relazione al possibile ruolo della PAL nei meccanismi di tossicità dell’ozono.
Parole chiave: Phaseolus vulgaris, Metabolismo dei fenilpropanoidi.



Petria 4(2), 103-110, (1994) Articolo scientifico/Scientific paper
Frequenza e distribuzione delle razze fisiologiche di Fusarium oxysporum f. sp. melonis in Italia

GIACOMO TAMIETTI1, NICOLA D'ERCOLE2 e ASTOLFO ZOINA3
1Dipartimento di Valorizzazione e protezione delle risorse agroforestali,  Sezione di Patologia vegetale, Università di Torino, Via P. Giuria, 15, I-10126 Torino;
2Istituto di Patologia vegetale, Università di Bologna, Via Filippo Re, 8, I-40126 Bologna;
3Istituto di Patologia vegetale, Università di Napoli, Via Università, 100, I-80055 Portici.

Centododici isolati monoconidici di Fusarium oxysporum sono stati ottenuti da piante di melone con sintomi di tracheofusariosi provenienti da diverse zone orticole italiane. L’80% di essi è risultato virulento su melone ed identificato come F. oxysporum f.sp. melonis razza 0 (20,8%), razza 1 (26,4%), razza 2 (3,3%) e razza 1-2 (49,5%). I rimanenti isolati sono stati avirulenti su melone e, salvo 3 eccezioni, vegetativamente incompatibili con quelli virulenti. Nelle aree controllate la distribuzione delle razze 0 e 1 è risultata generalizzata e la razza 1-2 anche molto diffusa, ma assente in alcune province (come Alessandria e Pisa) dove varietà e/o ibridi dotati del gene di resistenza Fom 1-2 sono poco coltivate. Nell’ambito degli isolati di razza 1-2 sono stati individuati ceppi "wilt" particolarmente diffusi nel Sud, e ceppi "yellow" preponderanti nel Nord. La razza 2 è risultata presente nelle province di Bologna, Ferrara e Latina.
Parole chiave: Melone, Fusarium oxysporum f. sp. melonis.

Frequency and distribution of physiological races of Fusarium oxysporum f. sp. melonis in Italy.

One hundred twelve monosporic isolates of Fusarium oxysporum have been obtained from melon plants from different horticultural regions. Eighty per cent of them were virulent on melon and identified as F. oxysporum f. sp. melonis race 0 (20.8%), race 1 (26.4%), race 2 (3.3%) and race 1-2 (49.5%). The other isolates were avirulent on melon and, with 3 exceptions, vegetatively incompatible with the virulent ones. The distribution of the races 0 and 1 appeared to be generalized in the checked areas; also race 1-2 was quite diffuse, but absent in a few provinces (i.e. Alessandria and Pisa) in which varieties with the resistant gene Fom 1-2 are uncommon. "Wilt" strains, particularly common in the South, and "yellow" strains, more common in the North of Italy, have been identified in the isolates of race 1-2. Race 2 was limited to the provinces of Bologna, Ferrara and Latina.
Key words: Melon, Fusarium oxysporum f. sp. melonis.


Petria 4(2), 111-116, (1994) Articolo scientifico/Scientific paper
Decline of beech associated to Biscogniauxia nummularia in Italy.

GIOVANNI GRANATA1 and ANTHONY J.S. WHALLEY2 .
1Istituto di Patologia Vegetale Università di Catania, Via Valdisavoia, 5, I-95123 Catania;
2School of Biomolecular Sciences, Liverpool John Moores, University, Byrom Street, Liverpool L3 3AF, UK.

Decline of beech trees in Sicily can be linked with the Xylariaceous fungus, Biscogniauxia nummularia. There are indications that the decline is related to the amount of water stress exhibited by the trees since the incidence of disease was greater in regions where water availability was poor and the trees more stressed.
Key words: Decline, Beech, Biscogniauxia nummularia.

Moria di faggi causata da Biscogniauxia nummularia in Italia.

Si segnala una moria di piante di faggio, in due areali siciliani dei Nebrodi e dell’Etna, associata al fungo Biscogniauxia nummularia (Bull.: Fr.) O. Kuntze. Le scarse precipitazioni e le elevate temperature primaverili-estive degli ultimi anni hanno, probabilmente, determinato condizioni di stress per le piante favorendo la diffusione e la gravità del deperimento.
Parole chiave: Moria, Faggio, Biscogniauxia nummularia.



Petria 4(2), 117-122, (1994) Articolo scientifico/Scientific paper
Indagine sulla trasmissibilità per seme di tre isolati di CMV (virus del mosaico del cetriolo) in diverse cultivar di fagiolo.

ERNESTO LAHOZ1, PASQUALE PICCIRILLO1 e ANTONIO RAGOZZINO2
1Istituto Sperimentale per il Tabacco, Via P. Vitiello, 66, I- 84018 Scafati.
2Istituto di Patologia vegetale, Università di Napoli "Federico II", Via Università, 100, I-80055 Portici.

La trasmissibilità per seme di tre isolati di virus del mosaico del cetriolo (CMV) in dodici cultivar di fagiolo (Phaseolus vulgaris L.) è stata saggiata mediante ELISA. La trasmissione, positiva per 11 delle cultivar, è risultata quantitativamente dipendente dalla varietà e dall’isolato virale. Le piante con infezione latente, derivanti da seme infetto, potrebbero favorire la diffusione di particolari isolati del CMV nelle zone di coltivazione del fagiolo.
Parole chiave: Virus del mosaico del cetriolo, Fagiolo, Phaseolus vulgaris.

Assay of seed transmissibility of three cucumber mosaic virus (CMV) isolates in twelve cultivars of common bean.

Seed transmissibility of three isolates of cucumber mosaic virus (CMV) in twelve cultivars of common bean (Phaseolus vulgaris L.) was tested by ELISA assays. Transmission, positive for eleven cultivars, was found quantitatively dependent on cultivar and virus isolate. Symptomless plants from infected seed could foster the spread of some CMV isolates in the areas of bean cultivation.
Key words: Cucumber Mosaic Virus, Common bean, Phaseolus vulgaris.



Petria 4(2), 123-130, (1994) Articolo scientifico/Scientific paper
Il marciume bruno dei frutti di limone da Phytophthora spp. nella penisola sorrentina.

GENNARO CRISTINZIO
Istituto di Patologia Vegetale, Università di Napoli "Federico II", Via Università,100, I-80055 Portici.

Nella presente indagine, svolta in 10 Comuni della penisola sorrentina, appartenenti alle province di Napoli e Salerno, è stata studiata la distribuzione geografica di due specie di Phytophthora agenti del marciume bruno dei frutti di limone. La P. hibernalis è risultata presente solo sul versante nord (sorrentino) mentre la P. syringae su entrambi i versanti nord e sud (sorrentino e amalfitano). Vengono riportati i risultati di alcuni studi sul comportamento biologico delle specie isolate, nonché la loro comparsa nei diversi mesi dell’anno.
Parole chiave: Limone, Marciume bruno, Phytophthora hibernalis, P. syringae.

Brown rot of lemon caused by Phytophthora spp. in the Sorrento peninsula.

A study on the geographical distribution of species of the genus Phytophthora de Bary that cause the brown rot of lemon was carried out in the Sorrento peninsula. Two species were identified. P. hibernalis Carne which was isolated in the northern coast only, from December to June, and P. syringae (Kleb.) Kleb. which was isolated in both northern and southern coasts, from December to April. Some tests on biological behaviour of the two species are reported.
Key words: Lemon, Brown rot, Phytophthora hibernalis, P. syringae.



Petria 4(2), 131-140, (1994) Articolo scientifico/Scientific paper
In vitro effects of ectomycorrhizal fungi on Fusarium solani and Rhizoctonia solani damping off of pine seedlings.

BARBARA BRANZANTI1 and ALESSANDRA ZAMBONELLI2.
1Dipartimento di Biotecnologie Agrarie ed Ambientali, Università di Ancona, Via Brecce Bianche, I-60131, Ancona.
2Dipartimento di Protezione e Valorizzazione Agroalimentare, Università di Bologna, Via Filippo Re, 8, I-40126 Bologna.

The ectomycorrhizal fungi Paxillus involutus, Laccaria laccata and Hebeloma crustuliniforme exhibited a weak inhibition of mycelial growth of Fusarium solani and Rhizoctonia solani when paired on PDA medium. The survival of Pinus nigra seedlings increased significantly when they were grown in vitro concomitantly with either of these ectomycorrhizal fungi and F. solani as compared to seedlings inoculated only with F. solani. P. involutus showed the highest protective effect. Spore germination of F. solani was reduced significantly when treated with culture filtrate of P. involutus and L. laccata. In contrast, spore germination of F. solani was not affected by H. crustuliniforme culture filtrate. The ECM fungi had no protective effect against attacks of R. solani on P. nigra seedlings.
Key words: Ectomycorrhizal fungi, Biological control, Damping off, Pinus nigra.

Effetto in vitro di funghi ectomicorrizici sui marciumi radicali da Fusarium solani e da Rhizoctonia solani in semenzali di pino.

In prove in vitro condotte su substrato agarizzato (PDA) i funghi ectomicorrizici Paxillus involutus (Batsch) Fr., Laccaria laccata (Scop. ex Fr.) Bk. e Br., e Hebeloma crustuliniforme (Bull. ex Fr.) Quél hanno dimostrato un debole effetto antagonistico nei confronti di Fusarium solani (Mart.) Sacc. e di Rhizoctonia solani Kühn. Sempre in prove in vitro la sopravvivenza di semenzali di Pinus nigra Arnold inoculati contemporaneamente con F. solani e coi funghi micorrizici è stata significativamente superiore a quella ottenuta con l’inoculazione del solo patogeno. Il fungo micorrizico che ha dimostrato un maggiore effetto protettivo è stato P. involutus. La germinazione delle spore di F. solani è stata significativamente ridotta dai filtrati colturali di P. involutus e di L. laccata, mentre quelli di H. crustuliniforme hanno dimostrato un debole effetto inibente. I funghi ectomicorrizici saggiati non hanno invece evidenziato alcun effetto protettivo nei confronti di R. solani.
Parole chiave: Funghi ectomicorrizici, Lotta biologica, Marciumi radicali, Pinus nigra.



Petria 4(2), 141-150, (1994) Articolo scientifico/Scientific paper
Danni causati dal virus del mosaico del cetriolo (CMV) alla melanzana.

ANIELLO CRESCENZI, ANTONIO RAGOZZINO e DANIELA ALIOTO.
Istituto di Patologia Vegetale, Università di Napoli "Federico II", Via Università,100, I-80055 Portici.

Vengono segnalate gravi infezioni di CMV (cucumber mosaic virus) su melanzana coltivata in Campania e Lazio. Oltre a sintomi di mosaico più o meno evidenti, le piante infette mostravano sui frutti anelli necrotici o no, necrosi, striature clorotiche e deformazione. Il virus è stato identificato con metodi biologici, sierologici, di microscopia elettronica, elettroforetici e molecolari. La differenza dei sintomi osservati è risultata associata alla diversità dei ceppi virali isolati. Il ceppo che causa deformazione e striature clorotiche sui frutti è risultato possedere un RNA-satellite.
Parole chiave: Virus del mosaico del cetriolo, Epidemiologia, Melanzana.

Damage to eggplant by cucumber mosaic virus (CMV).

Severe and widespread infections by CMV (cucumber mosaic virus) have been detected on eggplant (Solanum melongena L.) in Campania and Latium (central Italy). Infected plants show a more or less clear mosaic, stunting and different symptoms on fruits, i.e.: concentric or necrotic rings, chlorotic streaks and deformation. The virus has been identified using biological, serological, electron-microscopy, electrophoretic and molecular methods. Different symptoms have been correlated with three different CMV-strains. The one correlated with chlorotic streaks and deformation of the fruit contains a satellite RNA.
Key word: Cucumber mosaic virus, Epidemiology, Eggplant.



Petria 4(2), 151-160, (1994) Articolo scientifico/Scientific paper
Investigations on the epidemiology of tomato yellow leaf curl virus (TYLCV) in Sicily.

MARIO DAVINO1, FRANCESCO D’URSO1, RENATA AREDDIA1, MASSIMO CARBONE1 and GIOVANNI MAUROMICALE2
1Istituto di Patologia Vegetale, Università di Catania, Via Valdisavoia, 5, I-95123 Catania;
2Centro di studi sulle colture precoci ortive in Sicilia, CNR, Istituto di Agronomia Generale e Coltivazioni Erbacee, Università di Catania, Via Valdisavoia, 5, I-95123 Catania.

Transmission tests of tomato yellow leaf curl virus (TYLCV) to jimsonweed and tomato plants, assays on wild and cultivated species and on tomato seeds and plantlets were carried out in the Ragusa area in order to ascertain the possible natural hosts and the transmissibility of this virus. These tests demonstrated that under favourable enviromental conditions, TYLCV in easily transmitted to jimsonweed and tomato plants by its vector Bemisia tabaci (Gennadius). Assays using molecular hybridization with a specific TYLCV probe were carried out on 55 wild and cultivated species collected in several areas of Ragusa, where the TYLCV incidence is very high. It was found that black nightstrade, jimsonweed and Euphorbia sp. are natural hosts of the virus. In August 1991, 83% of black nightstrade were infected. Specific tests carried out on different organs of black nightstrade showed that TYLCV is systemic in this species. It was determined by means of molecular hybridization assays on seeds produced by infected tomato plants and on plantlets obtained from these seeds that TYLCV is not transmitted through these organs.
Key words: Tomato yellow leaf curl virus, Transmission, Epidemiology.

Indagini sull’epidemiologia del virus dell’accartocciamento fogliare giallo del pomodoro (TYLCV) in Sicilia.

Sono state effettuate prove di trasmissione del virus dell’accartocciamento fogliare giallo del pomodoro (TYLCV) su piante di datura e pomodoro, saggi di specie coltivate e spontanee e di semi e piantine di pomodoro in provincia di Ragusa al fine di accertare gli eventuali ospiti naturali e le modalità di trasmissione del virus. Dalle prove si evince che TYLCV in condizioni ambientali favorevoli si trasmette facilmente alle piante di datura e di pomodoro attraverso il suo vettore Bemisia tabaci (Gennadius). I saggi su 55 specie coltivate e spontanee raccolte in alcune aree della provincia di Ragusa dove l’incidenza di TYLCV da diversi anni è molto elevata, effettuati mediante ibridazione molecolare con una sonda specifica per TYLCV, hanno permesso di accertare che l’erba morella, la datura ed una specie di Euphorbia sono ospiti naturali del virus. Durante il mese di agosto del 1991, la percentuale di piante di erba morella infette era dell’83%. Dai saggi specifici sui diversi organi di erba morella è emerso che TYLCV si diffonde in modo sistemico su tutta la pianta. I saggi dei semi prelevati da bacche di piante di pomodoro infette e quelli delle piantine ottenuti dalla stessa partita di semi effettuati, sempre mediante ibridazione molecolare, dimostrano che TYLCV non si trasmette attraverso tali organi.
Parole chiave: Accartocciamento fogliare giallo del pomodoro, Trasmissione, Epidemiologia.



Petria 4(2), 161-170, (1994) Articolo scientifico/Scientific paper
Phoma incompta a new olive parasite in Italy.

LAURA TOSI and ANTONIO ZAZZERINI
Istituto di Patologia vegetale, Università degli Studi, Borgo XX Giugno, 74, I-06100 Perugia.

During surveys on Verticillium wilt of olive trees carried out in Umbria (central Italy) some plants showed a progressive withering of twigs and young branches. Earliest symptoms appeared in the spring 1991; leaves on infected twigs lost their deep green colour, turned brown and remained attached to affected twigs. Some twigs of heavily-infected trees sometimes showed longitudinal stripes of variable shape and length and a brown discoloration of the xylem. The disease seems to develop very slowly and rarely kills the trees. Our trials have proven that this disease was caused by Phoma incompta Sacc. et Mart. The fungus was examined for colony morphology, temperature response and pathogenicity. Significant differences were observed among various media. Best growth and profuse sporulation were obtained on V8 and Czapek agar. The optimum temperature for growth was 20 °C; temperatures ranging from 0 to 5 °C greatly reduced colony growth and pycnidia formation. No growth was observed at 35 °C. The optimum pH for the growth of P. incompta on all tested media ranged from 6.5 to 7.5. Of four inoculation methods used only transplanting in inoculated soil was successful. All varieties (Frantoio, Leccino, Moraiolo and clone 1-77) were susceptible to the pathogen; leaf symptoms, defoliation and vascular discoloration began to appear approximately 30 days after inoculation.
Key words: Olive tree, Phoma incompta, Wilt.

Phoma incompta un nuovo parassita dell’olivo in Italia.

Nel corso di alcune indagini sulla tracheoverticilliosi dell’olivo in Umbria sono stati osservati progressivi disseccamenti di rametti e branche. I primi sintomi dell’alterazione sono comparsi nella primavera 1991; le foglie dei rametti infetti scuriscono, successivamente seccano pur restando attaccate ai rami. I rametti gravemente attaccati mostrano talvolta spaccature longitudinali di forma e dimensioni variabili ed imbrunimenti dello xilema. Gli accertamenti diagnostici eseguiti hanno permesso di attribuire le infezioni a Phoma incompta Sacc. et Mart. Sono stati inoltre condotti alcuni saggi sul fungo per valutare le caratteristiche morfologiche, le esigenze colturali e la patogenicità. Il patogeno cresceva e sporulava abbondantemente su agar V8 e Czapek. L’optimum di accrescimento si registrava a 20 °C, mentre temperature comprese tra 0 e 5 °C limitavano fortemente la crescita e la formazione dei picnidi. Nessuna crescita si osservava a 35 °C. Di quattro metodi di inoculazione artificiale saggiati solo il trapianto su terreno contaminato con l’inoculo di P. incompta ha avuto esito positivo. Tutte le varietà (Frantoio, Leccino, Moraiolo e clone 1-77) sono risultate suscettibili al patogeno e i primi sintomi della fitopatia (defoliazione, imbrunimento dei vasi) sono comparsi circa 30 giorni dopo l’inoculazione.
Parole chiave: Olivo, Phoma incompta, Avvizzimento.



Petria 4(2), 171-180, (1994) Articolo scientifico/Scientific paper
Bioactive metabolites produced in culture by Pseudomonas caryophylli.

PAOLA LAVERMICOCCA1, NICOLA S. IACOBELLIS2, ENRICO DI MAIO3,  ANTONIO EVIDENTE3 and RENATO CAPASSO3
1Istituto Tossine e Micotossine da parassiti vegetali, CNR, Viale Einaudi, 51, I-70125 Bari;
2Dipartimento di Biologia, Difesa e Biotecnologie Agro-Forestali, Università della Basilicata, Via N. Sauro, 85, I-85100 Potenza;
3Dipartimento di Scienze Chimico-Agrarie, Università di Napoli, Via Università,100, I-80055 Portici.

Compounds present in liquid cultures of Pseudomonas caryophylli NCPPB2151 were examined for antibiotic and phytotoxic activities. Chemical extraction and purification by gel filtration chromatography of the culture filtrates made it possible to isolate a group of fractions that inhibited the growth of P. syringae pv. phaseolicola and caused severe phytotoxic symptoms on host and non-host test plants. The results of partial purification and preliminary characterization of bioactive metabolites produced by P. caryophylli indicated that these substances are polar molecules with a molecular weight of less than 1,800 Da.
Key words: Dianthus caryophyllus, Bacterial wilt of carnation, Antimicrobial metabolites, Phytotoxic metabolites.

Metaboliti bioattivi prodotti in coltura da Pseudomonas caryophylli.

È stata valutata la capacità da parte di Pseudomonas caryophylli di produrre in coltura liquida metaboliti con attività antibiotica e fitotossica. L’estrazione chimica e la purificazione mediante cromatografia di filtrazione su gel dei filtrati colturali hanno permesso l’isolamento di un gruppo di frazioni che inibiscono la crescita di P. syringae pv. phaseolicola e causano sintomi di fitotossicità su garofano e su tabacco. I risultati indicano che queste sono sostanze molto polari, con un peso molecolare inferiore a 1.800 Da.
Parole chiave: Dianthus caryophyllus, Avvizzimento batterico del garofano, Metaboliti antimicrobici, Metaboliti fitotossici.



Petria 4(2), 181-192, (1994) Articolo scientifico/Scientific paper
Phytotoxic compounds in culture filtrates of Pyrenophora graminea.

ANITA HAEGI1, MARIA ARAGONA1, GIOVANNI VANNACCI2, GIOVANNI DELOGU3 and ANGELO PORTA-PUGLIA1.
1Istituto Sperimentale per la Patologia Vegetale, Via C.G. Bertero, 22, I-00156 Roma;
2Dipartimento di Coltivazione e Difesa delle Specie Legnose, Sezione Patologia Vegetale, Università degli Studi, Via del Borghetto, 80, I-56124 Pisa;
3Istituto Sperimentale per la Cerealicoltura, Sez. Op. Perif., Via S. Protaso, 208, I-29017 Fiorenzuola d’Arda (PC).

Culture filtrates of Pyrenophora graminea induce typical leaf-stripe symptoms following infiltration into leaves of susceptible barley plants. This indicates that one (or more) toxic compound is present in culture filtrates. A range of cultural conditions were tested to improve toxin production; the best results were obtained from liquid cultures grown in a modified Fries’ medium at 25 °C. Preliminary studies showed that the toxic compound is not dialyzable at 8,000-10,000 molecular weight cutoff, is stable at 121 °C, is not extractable with organic solvents of different polarity, and can be precipitated by acetone. All the isolates of P. graminea tested produced phytotoxic compound(s) in culture. The barley cultivars tested, ‘Onice’, ‘Jaidor’, ‘Mirko’ and ‘Etrusco’, were sensitive to the toxic effect of culture filtrates of four isolates of P. graminea. Culture filtrates showed no host-selectivity when infiltrated into non-host plants.
Key words: Hordeum vulgare, Pyrenophora graminea, Barley leaf stripe, Culture filtrates, Phytotoxins.

Presenza di un composto fitotossico nei filtrati colturali di Pyrenophora graminea.

I filtrati colturali di Pyrenophora graminea, in seguito a infiltrazione nelle foglie di una cultivar suscettibile di orzo, inducono i sintomi della Striatura bruna. Ciò fa supporre che uno o più composti tossici siano presenti nei filtrati colturali del fungo. Le condizioni di coltura del fungo sono state modificate per migliorare la produzione di tossina; i migliori risultati sono stati ottenuti da colture liquide cresciute a 25 °C in un terreno modificato di Fries. Analisi preliminari hanno mostrato che il composto tossico non è dializzabile con una membrana avente un limite di esclusione di 8.000-10.000 Da, è stabile a 121 °C, non è estraibile con solventi organici a diversa polarità e può essere precipitato in acetone. Tutti gli isolati di P. graminea saggiati producono il composto tossico in coltura. Tutte le cultivar saggiate, ‘Onice’, ‘Jaidor’, ‘Mirko’ e ‘Etrusco’, sono risultate sensibili ai filtrati colturali di quattro isolati del fungo, con differenze nell’intensità della risposta. I filtrati colturali di P. graminea, infiltrati nelle piante non-ospiti, non hanno mostrato selettività per gli ospiti.
Parole chiave: Hordeum vulgare, Pyrenophora graminea, Striatura bruna dell’orzo, Filtrati colturali, Fitotossine.



Petria 4(2), 193-196, (1994) Nota breve/Short note
Segnalazione di Colletotrichum coccodes su soia.

GIOVANNI CONCA1, FABRIZIO GOLINELLI2 e ANGELO PORTA-PUGLIA1
1Istituto Sperimentale per la Patologia Vegetale, Via C.G. Bertero, 22, I-00156 Roma;
2Ente Nazionale Sementi Elette, Sezione di Verona, Via Ca’ Nova Zampieri, 37, I-37057 S. Giovanni Lupatoto, Verona.

Viene segnalata per la prima volta la presenza di Colletotrichum coccodes (Wallr.) Hughes su soia. Il patogeno è stato osservato in campo, a Monterotondo (Roma) e Tavazzano (Milano), ove ha causato l’ingiallimento precoce delle piante colpite (cv. Panda e Pony), sui cui fusti erano presenti le caratteristiche macchie di antracnosi. C. coccodes è stato osservato anche su semi prodotti nel campo di Tavazzano. Prove di infezione artificiale hanno confermato la patogenicità del fungo sulle due cultivar di soia.
Parole chiave: Soia, Glycine max, Antracnosi, Colletotrichum coccodes.

A report of Colletotrichum coccodes on soybean.

Colletotrichum coccodes (Wallr.) Hughes is reported for the first time on soybean [Glycine max (L.) Merrill]. The pathogen caused anthracnose spots on stems and premature yellowing of soybean plants (cv. Panda and Pony) in fields at Monterotondo (Rome) and Tavazzano (Milan). The pathogen was also found on seeds collected at Tavazzano and incubated on blotter. Artificial inoculations carried out in the greenhouse confirmed the pathogenicity of C. coccodes on ‘Panda’ and ‘Pony’.