Petria 4(1), 3-23, (1994) Rassegna/Review
La sintomatologia clorotica in piante sistemicamente infette da virus

SERGIO PENNAZIO
Istituto di Fitovirologia applicata del CNR, Strada delle Cacce, 73, 10135, Torino.

La clorosi sistemica fogliare è uno dei sintomi più comuni dell’infezione virale delle piante superiori. Essa è spesso associata alla diminuzione dell’efficienza fotosintetica e quindi ad una ridotta produttività. Sono stati evidenziati tre fattori causali della clorosi, tutti interessanti i cloroplasti: 1) riduzione del loro numero per unità cellulare; 2) riduzione delle loro dimensioni; 3) loro disorganizzazione strutturale con perdita di clorofilla e dei pigmenti ad essa associati. Vengono discusse le attuali carenze d’informazione relative alle conoscenze sui meccanismi e sui determinanti molecolari della clorosi sistemica. Risultati interessanti e promettenti ottenuti nell'ultimo quinquennio mettono in risalto il possibile ruolo di due prodotti dell'espressione genica dei virus, il "coat" proteico virale e la cosidetta proteina k 126 kDa, strettamente associata alla cromatina. Tuttavia, allo stato delle attuali conoscenze non è possibile descrivere un comune e coerente meccanismo che, partendo dal processo di infezione, delinei tutte le possibili tappe che provocano le succitate alterazioni dei cloroplasti.
Parole chiave: Patogenesi, Sintomatologia clorotica, Virus.

Chlorosis symptoms in plant systemically infected by viruses.

General leaf clorosis is a common symptom of plant virus infections. It is often associated with reduced photosynthetic activity and is a regular cause of crop losses. Three factors, all concerning the chloroplasts, have been stressed: number reduction, size reduction and ultrastructural alteration causing chlorophyll degradation. Information on the mechanisms involved in chlorosis is inadequate but recent promising results suggest a possible role of two viral gene products, the coat protein and a 126 kDa protein associated with host chromatin.
Key words: Pathogenesis, Symptoms of chlorosis, Viruses.



Petria 4(1), 25-32, (1994) Articolo scientifico/Scientific paper
Development of a rapid monoclonal antibody-based immunodetection assay for cucumber mosaic virus in tomato.

SIMONETTA BORGATTI and CLAUDIO CERATO
Istituto Sperimentale per le Colture Industriali Via di Corticella, 133, I-40129 Bologna

A rapid immunodetection assay for the cucumber mosaic virus (CMV) in tomato was developed. Monoclonal and polyclonal antibodies were produced against two virus serotypes (ToRS and DTL) and used in the rapid test in comparison with traditional DAS-ELISA.
Key words: ELISA, Monoclonal antibodies, Serology, Diagnosis.

Sviluppo di un saggio immunoenzimatico rapido, basato su anticorpi monoclonali, per il virus del mosaico del cetriolo in pomodoro.

Viene descritto un metodo ELISA rapido per il monitoraggio del virus del mosaico del cetriolo (CMV) in pomodoro; tale saggio, con anticorpi monoclonali e convenzionali verso due sierotipi del virus (ToRS e DTL), è messo a confronto con il DAS-ELISA tradizionale.
Parole chiave: ELISA, Anticorpi monoclonali, Sierologia, Diagnosi.



Petria 4(1), 33-45, (1994) Articolo scientifico/Scientific paper
Verifica dell’affidabilità dei criteri di Mills con aspetti della epidemiologia di Venturia inaequalis in Piemonte.

GENNARO MANCINI e ALBA COTRONEO
Regione Piemonte - Settore Produzione Agricola Osservatorio per le Malattie delle Piante, Corso Grosseto, 71/6, I-10147 Torino

I risultati di indagini condotte in Piemonte dal 1979 al 1984 sulla ticchiolatura del melo cv Golden Delicious indicano che le infezioni ascosporiche possono richiedere un numero di ore di bagnatura degli organi recettivi inferiore a quello indicato da Mills, almeno con temperature inferiori ai 15 °C. Si è accertato, nel corso di esperienze realizzate dal 1979 al 1988, che la maggior parte delle ascospore (circa il 91%) vengono eiaculate di giorno ma non è emersa la possibilità di trascurare le infezioni conseguenti evasioni solo notturne. Generalmente il volo delle spore inizia con la ripresa vegetativa del melo o poco dopo e termina intorno alla metà di giugno.
Parole chiave: Venturia inaequalis, Ticchiolatura del melo, Epidemiologia, Captaspore.

Revision of Mill’s warning system with epidemiological aspects of Venturia inaequalis in Piedmont (Italy).

The results of researches carried out in Piedmont (NW Italy) on the cultivar Golden Delicious from 1979 to 1984 about apple scab indicate that infection by ascospores of Venturia inaequalis (Cke) Wint. requires a time of leaf wetness shorter than the interval reported by Mills, at least with temperature below 15 °C. During the trials carried out from 1979 to 1988 it has been verified that although most ascospores are released continuously during daylight (about 91%), those released at night may nevertheless cause lesions, so that protection is needed. The first discharge of ascospores begins with apple trees at budding stage or not long after and ends about the middle of June.
Key words: Venturia inaequalis, Apple scab, Epidemiology, Spore trapping.



Petria 4(1), 47-56, (1994) Articolo scientifico/Scientific paper
Variazione nel tempo della recettività a Ceratocystis fimbriata f.sp. platani di tessuti di platano feriti.

LUCIO MONTECCHIO, ROBERTO CAUSIN e SERGIO MUTTO ACCORDI
Istituto di Patologia Vegetale, Università degli Studi di Padova, Via Gradenigo, 6, I-35131 Padova

Sono state studiate le modificazioni istologiche e la corrispondente variazione di recettività che si verificano nei tessuti di Platanus acerifolia feriti e successivamente inoculati con C. fimbriata f. sp. platani. Le osservazioni hanno dimostrato che la recettività diminuisce con l’aumentare dell’età della ferita. Tra le modificazioni istologiche che avvengono dopo la lesione, viene attribuito un particolare significato alla crescente e graduale suberizzazione e lignificazione delle pareti delle cellule di un settore semicircolare delimitato dai bordi della ferita e dalla cerchia annuale. Tali modificazioni, nonché la formazione di tille e di una barriera impermeabile all’acqua, non sembrano una risposta specifica dell’ospite alla presenza del patogeno, ma una conseguenza del normale processo di riparazione delle ferite. La presenza di C. fimbriata nei tessuti lesionati, infatti, non provoca la comparsa di modificazioni specifiche in grado di ridurre la diffusione del fungo, ma piuttosto rallenta i normali meccanismi di cicatrizzazione.
Parole chiave: Ceratocystis fimbriata f.sp. platani, Ferite, Recettività, Modificazioni istologiche.

Variation with time of receptivity to Ceratocystis fimbriata f. sp. platani of wounded plane tree tissues.

Histological modifications and the corresponding changes in receptivity to C. fimbriata Ell. et Hallst f. sp. platani Walter were studied in woody tissues of plane tree wounded and inoculated after various periods. The receptivity of wounded tissues to the pathogen decreased with age of wounds. A particular significance is given to suberization and lignification of cell walls in a semicircular sector between the wound and the annual ring. Tyloses and water impervious boundary formations were also observed. All the reported modifications don’t seem a specific host response to the pathogen, but the result of a healing process. C. fimbriata does not cause histological changes able to restrict the pathogen progress but the fungus seems to inhibit healing mechanisms.
Key words: Ceratocystis fimbriata f. sp. platani, Wounds, Receptivity, Histological modifications.



Petria 4(1), 57-67, (1994) Articolo scientifico/Scientific paper
Influence of fungal inoculum on cerato-ulmin production; purification of cerato-ulmin and detection in elm sucker cuttings.

ANIELLO SCALA1, STEFANIA TEGLI2, CECILIA COMPARINI1, LORENZO MITTEMPERGHER2, FELICE SCALA3 and GIOVANNI DEL SORBO3.
1Istituto di Patologia e Zoologia forestale e agraria, Università di Firenze, P.le delle Cascine, 28, I-50144 Firenze;
2Centro di Studio delle Specie Legnose Montane, CNR P.le delle Cascine, 28, I-50144 Firenze;
3Istituto di Patologia vegetale, Università di Napoli Federico II, Via Università, 100, I-80055 Portici.

Higher concentrations of the inoculum of Ophiostoma novo-ulmi isolate H328 and O. ulmi isolate E2 used to seed liquid shake cultures reduced the time needed to reach the stationary phase of fungal growth, but had little effect on production of cerato-ulmin (C-U). Production of cerato-ulmin by O. novo-ulmi and O. ulmi was abundant and scarce respectively. C-U was purified from the isolate H328 of O. novo-ulmi with a modified procedure and used to produce specific antibodies from rabbit. These antibodies were used to detect C-U in leaf extracts from Ulmus carpinifolia suckers previously treated with the toxin.
Key words: Ophiostoma novo-ulmi, Ophiostoma ulmi, Cerato-ulmin, Western blotting.

Influenza dell’inoculo fungino sulla produzione di cerato-ulmina, sua purificazione e determinazione in recisi di polloni di olmo.

Elevate densità di inoculo dell’isolato H328 di Ophiostoma novo-ulmi Brasier e dell’isolato E2 di O. ulmi (Buisman) Nannf. usate per colture liquide agitate hanno inciso più sul tempo necessario per il raggiungimento della fase stazionaria da parte dei due fungi che sulla produzione di cerato-ulmina (C-U); infatti la C-U è stata sempre prodotta abbondatemente dall’isolato di O. novo-ulmi ed in piccole quantità dall’isolato di O. ulmi. Con la C-U, prodotta dall’isolato H328 di O. novo-ulmi e purificata, sono stati ottenuti da siero di coniglio anticorpi specifici. Tali anticorpi sono apparsi capaci di rivelare la presenza di C-U in estratti di foglie di polloni recisi di Ulmus carpinifolia G. Suckow che avevano assorbito la tossina.
Parole chiave: Ophiostoma novo-ulmi, Ophiostoma ulmi, Cerato-ulmina, Western blotting.



Petria 4(1), 69-73, (1994) Nota Breve/Short note
Indagini eziologiche su una necrosi del fusto e delle foglie in coltivazioni di tabacco ‘Virginia bright’ nel veronese.

PASQUALE PICCIRILLO1, FABIO CASTELLIi2, CRISTINA BIONDANIand MASSIMO ABET1
1Istituto Sperimentale per il Tabacco, Via P. Vitiello,66, I-64018 Scafati, Salerno
2 Istituto Sperimentale per il Tabacco,  Sezione Operativa Periferica di Bovolone (Verona).

È stata studiata una necrosi delle foglie e del fusto su tabacco Virginia bright rinvenuta in provincia di Verona. La risposta delle piante indicatrici, le prove sierologiche ELISA e le osservazioni al microscopio elettronico hanno rilevato la presenza di TMV, PVY e CMV, in infezioni singole e miste. La riproduzione della sindrome è stata ottenuta su piante indicatrici solo in presenza di CMV escludendo l’implicazione di altri virus. La presenza del satellite CARNA 5 associato al CMV, evidenziata in elettroforesi, probabilmente è da mettere in relazione con la sindrome necrotica.
Parole chiave: Tabacco, Nicotiana tabacum, Necrosi, CMV-CARNA 5, PVY.

Aetiological inquiry on a necrosis of stalk and leaves on flue-cured (Virginia bright) tobacco in Verona area.

A necrosis of the leaves and stalks was investigated on flue -cured tobacco in Verona province (North-Italy). Host plant responses, ELISA tests and electron microscopy showed occurrence of single and mixed infections of TMV, PVY, and CMV viruses. Necrotic symptomatology on test plants was reproduced only by CMV inoculation, excluding thereby the involvement of other viruses. A satellite RNA associated with CMV, detected by gel eectrophoresis, was probably one of the causal agents of necrotic syndrome.
Key words: Tobacco, Nicotiana tabacum, Necrosis, CMV-CARNA 5, PVY.