SERGIO PENNAZIO
Istituto di Fitovirologia applicata del CNR, Strada delle
Cacce, 73, 10135, Torino.
La clorosi sistemica fogliare è uno dei sintomi più comuni
dell’infezione virale delle piante superiori. Essa è spesso associata
alla diminuzione dell’efficienza fotosintetica e quindi ad una ridotta
produttività. Sono stati evidenziati tre fattori causali della clorosi,
tutti interessanti i cloroplasti: 1) riduzione del loro numero per unità
cellulare; 2) riduzione delle loro dimensioni; 3) loro disorganizzazione
strutturale con perdita di clorofilla e dei pigmenti ad essa associati.
Vengono discusse le attuali carenze d’informazione relative alle conoscenze
sui meccanismi e sui determinanti molecolari della clorosi sistemica. Risultati
interessanti e promettenti ottenuti nell'ultimo quinquennio mettono in
risalto il possibile ruolo di due prodotti dell'espressione genica dei
virus, il "coat" proteico virale e la cosidetta proteina k 126 kDa, strettamente
associata alla cromatina. Tuttavia, allo stato delle attuali conoscenze
non è possibile descrivere un comune e coerente meccanismo che,
partendo dal processo di infezione, delinei tutte le possibili tappe che
provocano le succitate alterazioni dei cloroplasti.
Parole chiave: Patogenesi, Sintomatologia clorotica, Virus.
Chlorosis symptoms in plant systemically infected by viruses.
General leaf clorosis is a common symptom of plant virus infections.
It is often associated with reduced photosynthetic activity and is a regular
cause of crop losses. Three factors, all concerning the chloroplasts, have
been stressed: number reduction, size reduction and ultrastructural alteration
causing chlorophyll degradation. Information on the mechanisms involved
in chlorosis is inadequate but recent promising results suggest a possible
role of two viral gene products, the coat protein and a 126 kDa protein
associated with host chromatin.
Key words: Pathogenesis, Symptoms of chlorosis, Viruses.
SIMONETTA BORGATTI and CLAUDIO CERATO
Istituto Sperimentale per le Colture Industriali Via
di Corticella, 133, I-40129 Bologna
A rapid immunodetection assay for the cucumber mosaic virus (CMV) in
tomato was developed. Monoclonal and polyclonal antibodies were produced
against two virus serotypes (ToRS and DTL) and used in the rapid test in
comparison with traditional DAS-ELISA.
Key words: ELISA, Monoclonal antibodies,
Serology, Diagnosis.
Sviluppo di un saggio immunoenzimatico rapido, basato su anticorpi monoclonali, per il virus del mosaico del cetriolo in pomodoro.
Viene descritto un metodo ELISA rapido per il monitoraggio del virus
del mosaico del cetriolo (CMV) in pomodoro; tale saggio, con anticorpi
monoclonali e convenzionali verso due sierotipi del virus (ToRS e DTL),
è messo a confronto con il DAS-ELISA tradizionale.
Parole chiave: ELISA, Anticorpi monoclonali, Sierologia, Diagnosi.
GENNARO MANCINI e ALBA COTRONEO
Regione Piemonte - Settore Produzione Agricola Osservatorio
per le Malattie delle Piante, Corso Grosseto, 71/6, I-10147 Torino
I risultati di indagini condotte in Piemonte dal 1979 al 1984 sulla
ticchiolatura del melo cv Golden Delicious indicano che le infezioni ascosporiche
possono richiedere un numero di ore di bagnatura degli organi recettivi
inferiore a quello indicato da Mills, almeno con temperature inferiori
ai 15 °C. Si è accertato, nel corso di esperienze realizzate
dal 1979 al 1988, che la maggior parte delle ascospore (circa il 91%) vengono
eiaculate di giorno ma non è emersa la possibilità di trascurare
le infezioni conseguenti evasioni solo notturne. Generalmente il volo delle
spore inizia con la ripresa vegetativa del melo o poco dopo e termina intorno
alla metà di giugno.
Parole chiave: Venturia inaequalis, Ticchiolatura del
melo, Epidemiologia, Captaspore.
Revision of Mill’s warning system with epidemiological aspects of Venturia inaequalis in Piedmont (Italy).
The results of researches carried out in Piedmont (NW Italy) on the
cultivar Golden Delicious from 1979 to 1984 about apple scab indicate that
infection by ascospores of Venturia inaequalis (Cke) Wint. requires
a time of leaf wetness shorter than the interval reported by Mills, at
least with temperature below 15 °C. During the trials carried out from
1979 to 1988 it has been verified that although most ascospores are released
continuously during daylight (about 91%), those released at night may nevertheless
cause lesions, so that protection is needed. The first discharge of ascospores
begins with apple trees at budding stage or not long after and ends about
the middle of June.
Key words: Venturia inaequalis, Apple scab, Epidemiology,
Spore trapping.
LUCIO MONTECCHIO, ROBERTO CAUSIN e SERGIO MUTTO ACCORDI
Istituto di Patologia Vegetale, Università degli
Studi di Padova, Via Gradenigo, 6, I-35131 Padova
Sono state studiate le modificazioni istologiche e la corrispondente
variazione di recettività che si verificano nei tessuti di Platanus
acerifolia feriti e successivamente inoculati con C. fimbriata
f. sp. platani. Le osservazioni hanno dimostrato che la recettività
diminuisce con l’aumentare dell’età della ferita. Tra le modificazioni
istologiche che avvengono dopo la lesione, viene attribuito un particolare
significato alla crescente e graduale suberizzazione e lignificazione delle
pareti delle cellule di un settore semicircolare delimitato dai bordi della
ferita e dalla cerchia annuale. Tali modificazioni, nonché la formazione
di tille e di una barriera impermeabile all’acqua, non sembrano una risposta
specifica dell’ospite alla presenza del patogeno, ma una conseguenza del
normale processo di riparazione delle ferite. La presenza di C. fimbriata
nei tessuti lesionati, infatti, non provoca la comparsa di modificazioni
specifiche in grado di ridurre la diffusione del fungo, ma piuttosto rallenta
i normali meccanismi di cicatrizzazione.
Parole chiave: Ceratocystis fimbriata f.sp. platani,
Ferite, Recettività, Modificazioni istologiche.
Variation with time of receptivity to Ceratocystis fimbriata f. sp. platani of wounded plane tree tissues.
Histological modifications and the corresponding changes in receptivity
to C. fimbriata Ell. et Hallst f. sp. platani Walter were
studied in woody tissues of plane tree wounded and inoculated after various
periods. The receptivity of wounded tissues to the pathogen decreased with
age of wounds. A particular significance is given to suberization and lignification
of cell walls in a semicircular sector between the wound and the annual
ring. Tyloses and water impervious boundary formations were also observed.
All the reported modifications don’t seem a specific host response to the
pathogen, but the result of a healing process. C. fimbriata does
not cause histological changes able to restrict the pathogen progress but
the fungus seems to inhibit healing mechanisms.
Key words: Ceratocystis fimbriata f. sp. platani,
Wounds, Receptivity, Histological modifications.
ANIELLO SCALA1, STEFANIA TEGLI2, CECILIA COMPARINI1,
LORENZO MITTEMPERGHER2, FELICE SCALA3 and GIOVANNI
DEL SORBO3.
1Istituto di Patologia e Zoologia forestale
e agraria, Università di Firenze, P.le delle Cascine, 28, I-50144
Firenze;
2Centro di Studio delle Specie Legnose Montane,
CNR P.le delle Cascine, 28, I-50144 Firenze;
3Istituto di Patologia vegetale, Università
di Napoli Federico II, Via Università, 100, I-80055 Portici.
Higher concentrations of the inoculum of Ophiostoma novo-ulmi
isolate H328 and O. ulmi isolate E2 used to seed liquid shake cultures
reduced the time needed to reach the stationary phase of fungal growth,
but had little effect on production of cerato-ulmin (C-U). Production of
cerato-ulmin by O. novo-ulmi and O. ulmi was abundant and
scarce respectively. C-U was purified from the isolate H328 of O. novo-ulmi
with a modified procedure and used to produce specific antibodies from
rabbit. These antibodies were used to detect C-U in leaf extracts from
Ulmus
carpinifolia suckers previously treated with the toxin.
Key words: Ophiostoma novo-ulmi, Ophiostoma ulmi, Cerato-ulmin,
Western blotting.
Influenza dell’inoculo fungino sulla produzione di cerato-ulmina, sua purificazione e determinazione in recisi di polloni di olmo.
Elevate densità di inoculo dell’isolato H328 di Ophiostoma
novo-ulmi Brasier e dell’isolato E2 di O. ulmi (Buisman) Nannf.
usate per colture liquide agitate hanno inciso più sul tempo necessario
per il raggiungimento della fase stazionaria da parte dei due fungi che
sulla produzione di cerato-ulmina (C-U); infatti la C-U è stata
sempre prodotta abbondatemente dall’isolato di O. novo-ulmi ed in
piccole quantità dall’isolato di O. ulmi. Con la C-U, prodotta
dall’isolato H328 di O. novo-ulmi e purificata, sono stati ottenuti
da siero di coniglio anticorpi specifici. Tali anticorpi sono apparsi capaci
di rivelare la presenza di C-U in estratti di foglie di polloni recisi
di Ulmus carpinifolia G. Suckow che avevano assorbito la tossina.
Parole chiave: Ophiostoma novo-ulmi, Ophiostoma ulmi,
Cerato-ulmina, Western blotting.
PASQUALE PICCIRILLO1, FABIO CASTELLIi2, CRISTINA
BIONDANI2 and MASSIMO ABET1
1Istituto Sperimentale per il Tabacco, Via
P. Vitiello,66, I-64018 Scafati, Salerno
2 Istituto Sperimentale per il Tabacco,
Sezione Operativa Periferica di Bovolone (Verona).
È stata studiata una necrosi delle foglie e del fusto su tabacco
Virginia bright rinvenuta in provincia di Verona. La risposta delle piante
indicatrici, le prove sierologiche ELISA e le osservazioni al microscopio
elettronico hanno rilevato la presenza di TMV, PVY e CMV, in infezioni
singole e miste. La riproduzione della sindrome è stata ottenuta
su piante indicatrici solo in presenza di CMV escludendo l’implicazione
di altri virus. La presenza del satellite CARNA 5 associato al CMV, evidenziata
in elettroforesi, probabilmente è da mettere in relazione con la
sindrome necrotica.
Parole chiave: Tabacco, Nicotiana tabacum, Necrosi, CMV-CARNA
5, PVY.
Aetiological inquiry on a necrosis of stalk and leaves on flue-cured (Virginia bright) tobacco in Verona area.
A necrosis of the leaves and stalks was investigated on flue -cured
tobacco in Verona province (North-Italy). Host plant responses, ELISA tests
and electron microscopy showed occurrence of single and mixed infections
of TMV, PVY, and CMV viruses. Necrotic symptomatology on test plants was
reproduced only by CMV inoculation, excluding thereby the involvement of
other viruses. A satellite RNA associated with CMV, detected by gel eectrophoresis,
was probably one of the causal agents of necrotic syndrome.
Key words: Tobacco, Nicotiana tabacum, Necrosis, CMV-CARNA
5, PVY.