G. P. MARTELLI
Dipartimento di Protezione delle Piante, Università
degli Studi e Centro di Studio del CNR sui Virus e le Virosi delle Colture
Mediterranee, Via Amendola, 165/A, 70126 – Bari.
The new classification of plant viruses in families, genera and species,
as approved by the International Committee on Taxonomy of Viruses (ICTV),
is outlined. The complete list of current taxa is given along with examples
of possible future developments, in terms of establishment of new families
and genera.
Key words: Plant viruses, Taxonomy, Nomenclature
La nuova classificazione dei virus delle piante
Viene illustrata la nuova tassonomia dei virus delle piante, approvata
di recente dal Comitato Internazionale per la Tassonomia Virale (ICTV),
che prevede la classificazione in famiglie, generi e specie, secondo il
sistema binomiale linneiano. Si riportano la lista degli attuali taxa,
e alcuni esempi di possibili futuri sviluppi in termini di creazione di
nuovi generi e famiglie.
Parole chiave: Virus delle piante, Tassonomia, Nomenclatura.
SALVATORE FRISULLO1, FRANCO CICCARESE2, GIOVANNI FERRARA1 e MARIO AMENDUNI2
1Istituto di Produzioni e Preparazioni Alimentari,
Università degli Studi di Bari, Via Napoli, 25, 71110 – Foggia;
2Dipartimento di Patologia Vegetale, Università
degli Studi di Bari, Via Amendola, 165/A, 70126 – Bari.
In prove di lotta chimica contro Blumeriella jaapii (Rehm) von
Arx, agente della cilindrosporiosi del ciliegio, eseguite in un ciliegeto
in provincia di Brindisi, è stata saggiata l’efficacia di cinque
funghicidi applicati secondo quattro calendari d’intervento basati sullo
stadio fenologico delle piante. I trattamenti con TMTD hanno esercitato
una protezione molto scarsa, la Dodina e il Penconazolo una protezione
parziale, mentre il Metiltiofanato, e soprattutto il Bitertanolo hanno
fornito i migliori risultati. L’epoca più idonea per eseguire i
trattamenti è coincisa con la fase di post-fioritura.
Parole chiave: Ciliegio, Blumeriella jaapii, Lotta guidata.
Chemical control trials against cherry leaf spot
Chemical control trials against Blumeriella jaapii (Rehm) von
Arx, the causal agent of cherry leaf spot, were carried out in an orchard
near Brindisi (southern Italy). Five fungicides were applied at different
phenological stages of the trees. TMTD resulted ineffective, Dodine and
Pencoanzole partially effective, whereas Thiophanate-methyl, and especially
Bitertanol, provided the best control. Petal fall proved to be the phenological
stage the most suitable for the treatments.
Key words: Cherry, Blumeriella jaapii, Chemical control.
PAOLO MAGRO e GABRIELE CHILOSI
Dipartimento di Protezione delle Piante, Università
degli Studi della Tuscia, Via S. Camillo de Lellis, 01100 – Viterbo.
Viene segnalata la presenza in Provincia di Viterbo di una fitopatia
a carico degli organi legnosi di piante di nocciolo (Corylus avellana
L.). L’alterazione si manifesta con la presenza di cancri sui rami di uno-tre
anni con conseguente disseccamento di intere branche. Dai tessuti colpiti
è stato costantemente isolato Sphaeropsis malorum Peck.,
anamorfo di Botryosphaeria obtusa (Schw.) Shoemaker e le inoculazioni
artificiali eseguite su rami di un anno hanno confermato la patogenicità
del fungo. Vengono riferiti alcuni parametri biometrici quali temperatura,
pH, substrato di crescita ottimali e dati riguardanti l’efficacia di due
fitofarmaci (carbendazim e ossicloruro di rame), confrontati in prove di
fungitossicità in vitro.
Parole chiave: Sphaeropsis malorum, Nocciolo, Cancri,
Lotta.
Sphaeropsis malorum causal agent of cankers on hazelnut in central Italy
The occurrence of a wood disease on hazelnut (Corylus avellana
L.) in central Italy (Viterbo) is recorded. The alteration appears as cankers
in one-three years old branches followed by the dieback of the organs.
Sphaeropsis
malorum Peck., imperfect stage of Botryosphaeria obtusa (Schw.)
Shoemaker, was costantly isolated from lesions. When artificially inoculated
on wounded branches, the fungus reproduced the symptoms and was reisolated.
Data on mycelial growth on different media at different values of temperature
and pH and sensitivity to different fungicides (carbendazim, basic copper
chlorides) tested in vitro are reported.
Key words: Sphaeropsis malorum, Hazelnut, Cankers, Control.
ILARIA PERTOT1, RITA MUSETTI1 and MARIA AUGUSTA
FAVALI2
1Dipartimento di Biologia Applicata alla Difesa
delle Piante, Università, Via delle Scienze, 208, 33100 – Udine;
2Dipartimento di Biologia evolutiva e Orto
Botanico, Università, Viale delle Scienze, 78, 43100 – Parma.
Explants from Catharanthus roseus L. infected with the apple
proliferation MLO (AP-MLO) were maintained and multiplied in vitro.
The disease symptoms on the plantlets were similar to those observed on
the original plants and were present in subcultures, too. No symptoms were
present in the control plants. The growth of infected plantlets was delayed
in comparison to that of healthy control plants. Transmission electron
microscopy proved the presence of numerous MLOs in the phloem tissue, some
of which were apparently reproducing by fission or budding. In vitro
micropropagated plantlets, derived from infected plants, are a suitable
source for the maintenance and purification of MLOs.
Key words: Apple proliferation; In vitro culture; Catharanthus
roseus.
Individuazione e mantenimento del micoplasma degli scopazzi del melo in colture in vitro di Catharanthus roseus.
Espianti ottenuti da piante di Catharanthus roseus L. infettate
con il micoplasma degli scopazzi del melo, mediante Cuscuta campestris
Younk., sono stati mantenuti e micropropagati in vitro. Sulle piante
derivanti da materiale infetto sono stati osservati sintomi simili a quelli
presenti sulle piante madri allevate in serra, mentre il testimone proveniente
da pervinche sane non presentava alcun sintomo di malattia. La crescita
del materiale infetto è stata più lenta di quella del materiale
sano. Al microscopio elettronico a trasmissione si è confermata
la presenza nelle cellule del floema delle piante infette di numerosi MLOs,
molti dei quali apparivano in fase di divisione, sia per scissione che
per gemmazione. L’impiego di materiale micropropagato può essere
un valido mezzo per il mantenimento e la purificazione di MLOs.
Parole chiave: Agente degli scopazzi del melo, Coltura in
vitro, Catharanthus roseus.
MASSIMO PILOTTI e MARINA BARBA
Istituto Sperimentale per la Patologia Vegetale, Via
C.G. Bertero, 22, 00156 – Roma.
Da piante di robinia mostranti forti alterazioni cromatiche, morfologiche
e dell’accrescimento, è stato isolato un virus che, per le proprietà
morfologiche, biologiche e sierologiche è stato identificato col
virus del mosaico della robinia, ceppo del virus del nanismo dell’arachide.
La riproduzione sperimentale dei sintomi osservati in piante naturalmente
infette permette di considerare tale virus come l’agente causale della
malattia. È la prima volta che questo cucumovirus viene segnalato
in Italia.
Parole chiave: Virus del mosaico della robinia, Robinia pseudoacacia.
Robinia mosaic virus: a new cucumovirus in Italy.
A virus was isolated from robinia plants showing severe mosaic, malformation
of the leaves and growth reduction. Its biological, morphological and serological
properties suggested an identity with robinia mosaic virus, a distinct
strain of peanut stunt virus. The experimental reproduction of the symptoms
allows to consider the virus as the causal agent of the disease. This is
the first report of RoMV in Italy.
Key words: Robinia mosaic virus, Robinia pseudoacacia.
ANIELLO CRESCENZI, ANTONIO RAGOZZINO e DANIELA ALIOTO
Istituto di Patologia Vegetale, Università degli
Studi, via Università, 100, I-80055 Portici, Napoli
Viene descritta una malattia del sedano cv. Utah caratterizzata da mosaico
molto leggero e da necrosi molto gravi sulla rachide. La percentuale di
piante infette può raggiungere il 90%. Dai sedani infetti è
stato isolato CMV che è stato caratterizzato in base alla morfologia
e dimensione delle particelle, alla sierologia ed all’analisi dell’acido
nucleico. Sono stati identificati ospiti alternativi ed afidi vettori di
CMV. Nonostante i ripetuti tentativi non è stato possibile riprodurre
sperimentalmente su sedano, in serra, i sintomi osservati in campo.
Parole chiave: Malattie virali del sedano, CMV, Epidemiologia.
Necrosis of Celery petiole caused by cucumber mosaic cucumovirus (CMV)
Celery plants, cv Utah, showing light mosaic and curling of young leaflets,
brown sunken spots of irregular shape and size on petioles, were found
in Italy near Fondi (province of Latina). The percentage of infected plants
was, in 1990 and 1991, about 90%.No other celery fields, with the same
symptoms, were found in the surveyed area.All the diseased plants were
infected with the same virus. On the ground of the host range, particle
size and morphology, size and number of RNAs and serology (agar-gel double
diffusion test and ISEM-decoration test) the virus is identified as a CMV
isolate. Cultivated and natural hosts of the CMV were found near the celery
field. Myzus persicae, Macrosiphum euphorbiae and Aphis
gossypii were found on infected celery and were able to transmit CMV.
The several attempts to reproduce experimentally the disease in the greenhouse
gave negative results even tough the celery plants had been infected by
the virus. The disease is similar to that one described in USA and shown
to be caused by CMV (Wellman, 1935a; Bruckart and Lorbeer, 1975).
Key words: Celery virus diseases, CMV, Epidemiology.
GIANFRANCO VENORA1and ANGELO PORTA-PUGLIA2
1Stazione Sperimentale di Granicoltura per la Sicilia, via
Rossini, 1, I-95041 Caltagirone, Catania
2Istituto Sperimentale per la Patologia Vegetale, via C.G.
Bertero, 22, I-00156 Roma
Analyses and measure of the outer cell layers of the stems of chickpea
(Cicer arietinum L.) have been carried out in order to identify
possible resistance mechanisms to penetration of Ascochyta rabiei
(Pass.) Labr. Four chickpea varieties were utilized, with different reactions
to A. rabiei, two of which were susceptible (‘Calia’ and ‘Principe’)
and two resistant (‘Sultano’ and ‘Califfo’). Cross sections of the stems
were examined by means of a computerised image analysis system, which enabled
measurements of the thickness of the outer wall of epidermic cells and
the area of cells in the epidermic and first parenchyma layer. Compared
with the resistant cultivars, the susceptible cultivars had a thinner cell
wall and smaller size of second outer cell layer cells. These results suggest
the role of physical pre-infection barriers in the host in slowing down
the penetration of A. rabiei.
Key words: Chickpea, Cicer arietinum, Ascochyta rabiei,
Ascochyta blight resistance, Preformed physical barriers, Image analysis.
Osservazioni sugli strati cellulari esterni del fusto in linee di cece suscettibili e resistenti ad Ascochyta rabiei.
È stata eseguita l’analisi morfologica degli strati cellulari
esterni dei fusti di cece (Cicer arietinum L.) per identificare
possibili meccanismi di resistenza preesistenti alla penetrazione di Ascochyta
rabiei (Pass.) Labr. Sono state utilizzate quattro varietà di
cece, con diversa reazione agli attacchi di A. rabiei, due delle
quali suscettibili (‘Calia’ e ‘Principe’) e due resistenti (‘Sultano’ e
‘Califfo’). Le sezioni dei fusti sono state esaminate mediante un sistema
di analisi di immagine, che ha permesso di misurare lo spessore della parete
cellulare periclinale e la dimensione delle cellule subepidermiche e dello
strato parenchimatico più esterno. Confrontate con le cultivar resistenti,
le suscettibili hanno una parete cellulare più sottile e cellule
epidermiche più piccole. Questi risultati sembrerebbero indicare
che le barriere fisiche pre-infezionali dell’ospite abbiano un ruolo nel
rallentare la penetrazione del patogeno.
Parole chiave: Cece, Cicer arietinum, Ascochyta rabiei,
Resistenza alla "Rabbia", Barriere fisiche preformate, Analisi d’immagine.