Petria 3(2), 73-79, (1993) Articolo scientifico/Scientific paper
Observations on the survival of Melampsora pinitorqua teliospores during overwintering

ALFREDO STRAZZULLO1, LAURA MUGNAI1 and BIANCAMARIA NALDINI2
1Istituto di Patologia e Zoologia Forestale e Agraria dell’Università di Firenze, P.le delle Cascine, 28, 50144 – Firenze;
2Centro Patologia Specie Legnose Montane del CNR, P.le delle Cascine, 28, 50144 – Firenze.

Melampsora pinitorqua teliospores from two stations in the Tuscan Maremma area (Central Italy): Luriano and Monte Quoio, placed in different microenvironmental conditions at the same station (Monte Quoio), were checked during overwintering as regards germinability, cytoplasmatic condition and the internal presence of other fungal mycelia. Loss of viability which occurred with greater frequency in the teliospores which overwinter at ground level was related to: a) deterioration of the teliospore cytoplasm; b) invasion of the cytoplasm by other fungal mycelia. The frequency of each of these phenomena was independent of the overwintering station but was related to the provenance of the teliospores.
Key words: Melampsora pinitorqua, Teliospores, Overwintering.

Osservazioni sulla sopravvivenza dei teleutoconidi di Melampsora pinitorqua durante lo svernamento.

Teleutoconidi di Melampsora pinitorqua Rostr. provenienti da due stazioni della Maremma Toscana, Luriano e Monte Quoio, e posti in diverse situazioni microambientali nella medesima stazione Monte Quoio, sono stati saggiati durante lo svernamento riguardo a germinabilità, condizione citoplasmatica e presenza al loro interno di altri miceli fungini. La perdita di vitalità, che si manifesta con maggiore frequenza nel materiale svernato a livello del terreno risulta in relazione a: a) "degenerazione" del citoplasma del teleutoconidio; b) invasione di esso da parte di altri miceli fungini. La prevalenza di ciascuno dei due fenomeni è indipendente dalla stazione di svernamento e correlata invece alla stazione di provenienza del materiale teleutosorico.
Parole chiave: Melampsora pinitorqua, Teleutoconidi, Svernamento.



Petria 3(2), 81-91, (1993) Articolo scientifico/Scientific paper
Investigations on spatial distribution and symptom fluctuation of Flavescence dorée in ‘Chardonnay’ vineyards.

CLAUDIO ARNÒ, ALBERTO ALMA, DOMENICO BOSCO and ALESSANDRA ARZONE
Dipartimento di Entomologia e Zoologia applicate all’Ambiente, Università di Torino, Via Pietro Giuria,15, 10126 – Torino.

Flavescence dorée (FD) disease is caused by mycoplasmalike organisms (MLOs) and the leafhopper Scaphoideus titanus Ball has been indicated as a vector. ‘Chardonnay’ vineyards in Piedmont, northern Italy, were surveyed over a period of three years to reveal the pattern of distribution and fluctuation of FD symptoms. In one vineyard, 191 of 539 vines showed symptoms: 86 over the whole 3 year period (45.0%), 24 for 2 consecutive years (12.6%), 20 for the first and third year (10.5%), 61 for 1 year only (31.9%). Therapeutic pollard pruning was correlated with subsequent symptom remission in about 80% of heavily infected vines. A study of the spatial distribution of infected vines showed that disease spread was not at random. The disease propagated mostly along the rows, suggesting the existence of an insect vector. The vector appeared to be inefficient since only about 1% out of 437 healthy cuttings planted close to an FD-infected vineyard became infected in the first two years. We lacked methods for testing the infectivity of S. titanus; however, our data show that the number of diseased vines was not correlated with the numbers of this leafhopper in the vineyards investigated.
Key words: Grapevine, Flavescence dorée, MLO, Epidemiology.

Indagini su distribuzione spaziale e fluttuazione dei sintomi della Flavescenza dorata in vigneti di ‘Chardonnay’

La Flavescenza dorata (FD) è una ampelopatia causata da un micoplasma (MLO) il cui vettore è stato indicato nel cicadellide Scaphoideus titanus Ball. Vigneti di cv. ‘Chardonnay’ sono stati sottoposti a osservazioni triennali allo scopo di chiarire fluttuazione e distribuzione dei sintomi di FD. 191 viti di un vigneto di 539 ceppi colpito dalla malattia hanno mostrato sintomi: 86 per tutto il triennio (45,0%), 24 per 2 anni consecutivi (12,6%), 20 per 2 anni non consecutivi (10,5%), 61 per 1 solo anno (31,9%). La potatura terapeutica (capitozzatura) ha causato remissione di sintomi in circa 80% delle viti gravemente malate. Lo studio della distribuzione spaziale delle viti infette ha mostrato che la diffusione della malattia non era casuale. La propagazione dell’ampelopatia è avvenuta prevalentemente lungo i filari, indicando l’esistenza di un insetto vettore. Tale vettore è apparso poco efficiente: soltanto l’1% circa delle 437 barbatelle messe a dimora nelle immediate adiacenze di un vigneto di 6.500 viti (di cui circa 9% colpite da FD) è risultato infetto nei primi 2 anni di impianto. In mancanza di metodi diagnostici per saggiare l’infettività di S. titanus i nostri risultati indicano che il numero di viti malate non appare correlato al numero di cicaline raccolte nei vigneti indagati.
Parole chiave: Vite, Flavescenza dorata, Micoplasmosi, Epidemiologia.



Petria 3(2), 93-98, (1993) Articolo scientifico/Scientific paper
Natural infection of Swiss chard by cucumber mosaic virus in Croatia

MLADEN KRAJACIC' and NIKOLA JURETIC'
Department of Biology, University of Zagreb, Marulicev trg 20/II, 41000 Zagreb, Croatia.

A virus disease of Swiss chard (Beta vulgaris L. var. cicla L.) occurring in Croatia was shown to be caused by cucumber mosaic cucumovirus (CMV). CMV was recovered only from Swiss chard plants grown in a field near Zagreb, but not from those collected in fields far from Zagreb. The identification was based on test plant reactions, type of virus particles, serology and viral replicative dsRNA analysis. This is the first report of natural infection of Swiss chard by CMV in Croatia.
Key words: Cucumber mosaic virus, Swiss chard.

Infezione naturale della bietola da foglia da virus del mosaico del cetriolo

Una malattia da virus della bietola da foglia (Beta vulgaris L. var. cicla L.) osservata in Croazia è risultata causata dal virus del mosaico del cetriolo (CMV). Il CMV è stato isolato solo da bietola coltivata in un campo presso Zagabria, mentre era assente in campioni prelevati lontano dalla città. L’identificazione è stata effettuata tenendo conto della reazione di piante test, delle caratteristiche delle particelle virali, di saggi sierologici e di analisi del dsRNA replicativo. Questa Nota è la prima segnalazione di una infezione naturale da CMV della bietola da foglia in Croazia.
Parole chiave: Virus del mosaico del cetriolo, Bietola da foglia.



Petria 3(2), 99-107, (1993) Articolo scientifico/Scientific paper
Identità sierologica tra i virus dell’ingiallimento nervale del cappero e del pittosporo

MARIA NUZZACI, ANGELO DE STRADIS, GIAN LUIGI RANA e IPPOLITO CAMELE
Dipartimento di Biologia, Difesa e Biotecnologie Agro-Forestali, Università della Basilicata, Via Nazario Sauro, 85, 85100 – Potenza.

Un rhabdovirus, già trovato in piante di cappero (Capparis spinosa var. rupestris) presentanti ingiallimento nervale e denominato Caper vein yellowing virus (CapVYV), è stato isolato mediante inoculazione meccanica per succo su Nicotiana benthamiana. Di un isolato mono-lesione del virus sono state studiate la serie di piante ospiti, le proprietà fisiche in vitro, i metodi di purificazione, le caratteristiche sierologiche e le modificazioni citologiche indotte in foglie di cappero e di N. benthamiana. Gli ospiti erbacei risultati suscettibili appartengono in gran parte alla famiglia delle Solanaceae. In succo di N. benthamiana, il virus ha perso l’infettività dopo riscaldamento per 10 min. a temperature comprese tra 40 e 45 °C, diluizione oltre 10-3 e conservazione per 2 e 24 h, rispettivamente a 20 e a 4 °C. In coniglio, è stato prodotto un antisiero con titolo compreso tra 1:32 e 1:64. Nelle cellule parenchimatiche infette il virus è risultato localizzato principalmente in posizione perinucleare. È stato, infine, dimostrato che CapVYV non è sierologicamente distinguibile da Pittosporum vein yellowing virus (PVYV) un rhabdovirus vegetale già noto, di cui è da considerare un isolato.
Parole chiave: Cappero, Pittosporum, Rhabdovirus, Sierologia.

Serological identity between caper and Pittosporum vein yellowing viruses.

A rhabdovirus, previously described in plants of Capparis spinosa var. rupestris showing vein yellowing and provisionally named caper vein yellowing virus (CapVYV) was mechanically transmitted to Nicotiana benthamiana. A monolesion isolate of the virus was studied for the following aspects: host range, physical properties in vitro, behaviour during purification, serological characters, and cytopathological effects in leaves of C. spinosa and N. benthamiana. The herbaceous species which are susceptible to the virus mostly belong to Solanaceae. In sap of N. benthamiana the virus lost its infectivity, when heated 10 min. between 40 and 45 °C, diluted up to 10-3 and after 2 and 24 h storage at 20 and 4 °C, respectively. An antiserum with a titre of 1:32 - 1:64 was produced in a rabbit. Virus particles were mainly localized in perinuclear space of infected parenchymatous cells. Finally, serological tests showed that CapVYV is not distinguishable from another already known plant rhabdovirus, i.e. Pittosporum vein yellowing virus (PVYV), of which should be considered an isolate.
Key words: Caper, Pittosporum, Rhabdovirus, Serology.



Petria 3(2), 109-116, (1993) Articolo scientifico/Scientific paper
A twig dieback of Laurus nobilis L. incited by Pseudomonas syringae pv. syringae

MARCO SCORTICHINI and PATRIZIA MINISCHETTI
Istituto Sperimentale per la Patologia Vegetale, Via C.G. Bertero,22, 00156 – Roma.

A bacterial disease of Laurus nobilis L. is reported for the first time. A dieback of the twigs was noted in Central Italy at the end of winter 1991-92 with the buds and the terminal part of the shoot being completely necrotized. In addition, longitudinal cracking of the twig, discolouration of the tissues beneath the epidermis, and necrotization of the main vein of the leaves were also found. The infection, which starts from the top of the twig, can reach half of the twig length. During spring, several axillary buds swelled up. The pathogenic activity of the microorganism ceased at the end of spring. No fungi were isolated from the infected tissues. On the basis of biochemical, physiological and nutritional tests as well as for the pathogenicity of the isolates on laurel, lilac and pear, we assume that Pseudomonas syringae pv. syringae van Hall incited the dieback. The determination of the causal agent was also aided by the comparison of whole-cell proteins profiles of the isolates under study with those of type-strains of the species by means of SDS-PAGE. The isolates were also positive in the ice-nucleation activity and in antifungal compounds production.
Key words: Laurus nobilis, Pseudomonas syringae pv. syringae, Twig dieback.

Un seccume rameale di Laurus nobilis causato da Pseudomonas syringae pv. syringae.

Viene segnalata per la prima volta una batteriosi dell’Alloro (Laurus nobilis L.). A fine inverno 1991-92 è stato notato in Italia centrale un avvizzimento delle gemme e della porzione distale dei rami, accompagnato da fessurazioni longitudinali, decolorazioni dei tessuti sottostanti l’epidermide e necrosi delle nervature delle foglie. L’infezione, che inizia dall’apice dei rami, può interessare metà della lunghezza dell’asse vegetativo. Durante la primavera si accrescono numerose gemme ascellari. L’attività patogenica del microrganismo si è arrestata a fine primavera. Nessun fungo è stato isolato dai tessuti infetti. Sulla base dei saggi biochimici, fisiologici e nutrizionali nonchè per la patogenicità degli isolati su alloro, lillà e pero, si ritiene che Pseudomonas syringae pv. syringae van Hall abbia causato l’avvizzimento dei rami. La determinazione dell’agente causale è stata confermata anche dal confronto dei profili delle proteine totali degli isolati ottenuti dai tessuti infetti con quelli di alcuni ceppi-tipo della specie attraverso l’utilizzazione dell’SDS-PAGE. Gli isolati sono, altresì, risultati positivi nella capacità di causare la formazione di nuclei di ghiaccio e nella produzione di composti ad attività antimicotica.
Parole chiave: Laurus nobilis, Pseudomonas syringae pv. syringae, Seccume rameale.



Petria 3(2), 117-127, (1993) Articolo scientifico/Scientific paper
Symptom development in olive and oleander leaves inoculated with Pseudomonas syringae subsp. savastanoi and scanning electron microscopy of infections.

GIUSEPPE SURICO
Istituto di Patologia e Zoologia forestale e agraria, Università di Firenze, P.le delle Cascine,28, 50144 – Firenze.

Olive and oleander leaves were inoculated with different homologous and heterologous strains of Pseudomonas syringae subsp. savastanoi from both host plants using a variety of methods. The occurrence of knots (or sometimes other symptoms) depended on leaf injury (symptoms were only induced on leaves injured immediately before or after inoculation, never on uninjured leaves) and on the strain applied. The strains from oleander induced knots on the injured leaves of both olive and oleander. Strains from olive, on the other hand, attacked only the olive leaves, and they did not induce knots, but only necrotic or chlorotic symptoms. Invasion by P.s. subsp. savastanoi in diseased and sometimes also asymptomatic tissue was confirmed by scanning electron microscopy. Bacteria were detected in the knots, but not in the necrotic tissue. Most bacteria were located in certain zones within the knots, where the plant tissues appeared partly digested. In these areas the bacterial masses appeared multilayered, with bacterial cells connected by fibrils, or embedded in a slimy material of unknown origin.
Key words: Olive and oleander knot disease, Nerium oleander, Olea europaea, histopathology, SEM observation.

Sviluppo di sintomi di rogna su foglie di olivo e di oleandro inoculate con Pseudomonas syringae subsp. savastanoi e osservazioni al microscopio elettronico a scansione dei tessuti infetti.

Foglie di olivo e di oleandro sono state inoculate in vari modi con ceppi di Pseudomonas syringae subsp. savastanoi ottenuti da l’una o l’altra delle piante ospiti. La comparsa dei sintomi h risultata condizionata dal metodo di inoculazione utilizzato e dal ceppo batterico inoculato. Solo i ceppi da oleandro sono stati capaci di causare lo sviluppo di tubercoli su foglie ferite di olivo e di oleandro. Al contrario, foglie intatte delle due piante non hanno mai mostrato sintomi della malattia. Infine, foglie ferite di olivo inoculate con ceppi omologhi hanno reagito con necrosi o clorosi dei tessuti inoculati, ma non con formazione di tubercoli. Osservazioni al microscopio elettronico a scansione hanno confermato la presenza di P.s. subsp. savastanoi nei tessuti inoculati, ma non nelle aree fogliari necrotizzate. La maggior parte dei batteri h apparsa localizzata in aree delimitate dei tubercoli, dove i tessuti apparivano parzialmente distrutti. In queste aree le cellule batteriche, riunite in grosse masse, apparivano collegate fra di loro per mezzo di sottili filamenti o erano immerse in una matrice di incerta origine.
Parole chiave: Rogna dell’olivo e dell’oleandro, Nerium Oleander, Olea europaea, Istopatologia, Osservazioni al SEM.