ALFREDO STRAZZULLO1, LAURA MUGNAI1 and BIANCAMARIA
NALDINI2
1Istituto di Patologia e Zoologia Forestale
e Agraria dell’Università di Firenze, P.le delle Cascine, 28, 50144
– Firenze;
2Centro Patologia Specie Legnose Montane del
CNR, P.le delle Cascine, 28, 50144 – Firenze.
Melampsora pinitorqua teliospores from two stations in the Tuscan
Maremma area (Central Italy): Luriano and Monte Quoio, placed in different
microenvironmental conditions at the same station (Monte Quoio), were checked
during overwintering as regards germinability, cytoplasmatic condition
and the internal presence of other fungal mycelia. Loss of viability which
occurred with greater frequency in the teliospores which overwinter at
ground level was related to: a) deterioration of the teliospore cytoplasm;
b) invasion of the cytoplasm by other fungal mycelia. The frequency of
each of these phenomena was independent of the overwintering station but
was related to the provenance of the teliospores.
Key words: Melampsora pinitorqua, Teliospores, Overwintering.
Osservazioni sulla sopravvivenza dei teleutoconidi di Melampsora pinitorqua durante lo svernamento.
Teleutoconidi di Melampsora pinitorqua Rostr. provenienti da
due stazioni della Maremma Toscana, Luriano e Monte Quoio, e posti in diverse
situazioni microambientali nella medesima stazione Monte Quoio, sono stati
saggiati durante lo svernamento riguardo a germinabilità, condizione citoplasmatica
e presenza al loro interno di altri miceli fungini. La perdita di vitalità,
che si manifesta con maggiore frequenza nel materiale svernato a livello
del terreno risulta in relazione a: a) "degenerazione" del citoplasma del
teleutoconidio; b) invasione di esso da parte di altri miceli fungini.
La prevalenza di ciascuno dei due fenomeni è indipendente dalla stazione
di svernamento e correlata invece alla stazione di provenienza del materiale
teleutosorico.
Parole chiave: Melampsora pinitorqua, Teleutoconidi,
Svernamento.
CLAUDIO ARNÒ, ALBERTO ALMA, DOMENICO BOSCO and ALESSANDRA ARZONE
Dipartimento di Entomologia e Zoologia applicate all’Ambiente,
Università di Torino, Via Pietro Giuria,15, 10126 – Torino.
Flavescence dorée (FD) disease is caused by mycoplasmalike organisms
(MLOs) and the leafhopper Scaphoideus titanus Ball has been indicated
as a vector. ‘Chardonnay’ vineyards in Piedmont, northern Italy, were
surveyed over a period of three years to reveal the pattern of distribution
and fluctuation of FD symptoms. In one vineyard, 191 of 539 vines showed
symptoms: 86 over the whole 3 year period (45.0%), 24 for 2 consecutive
years (12.6%), 20 for the first and third year (10.5%), 61 for 1 year only
(31.9%). Therapeutic pollard pruning was correlated with subsequent symptom
remission in about 80% of heavily infected vines. A study of the spatial
distribution of infected vines showed that disease spread was not at random.
The disease propagated mostly along the rows, suggesting the existence
of an insect vector. The vector appeared to be inefficient since only about
1% out of 437 healthy cuttings planted close to an FD-infected vineyard
became infected in the first two years. We lacked methods for testing the
infectivity of S. titanus; however, our data show that the number
of diseased vines was not correlated with the numbers of this leafhopper
in the vineyards investigated.
Key words: Grapevine, Flavescence dorée, MLO, Epidemiology.
Indagini su distribuzione spaziale e fluttuazione dei sintomi della Flavescenza dorata in vigneti di ‘Chardonnay’
La Flavescenza dorata (FD) è una ampelopatia causata da un micoplasma
(MLO) il cui vettore è stato indicato nel cicadellide Scaphoideus titanus
Ball. Vigneti di cv. ‘Chardonnay’ sono stati sottoposti a osservazioni
triennali allo scopo di chiarire fluttuazione e distribuzione dei sintomi
di FD. 191 viti di un vigneto di 539 ceppi colpito dalla malattia hanno
mostrato sintomi: 86 per tutto il triennio (45,0%), 24 per 2 anni consecutivi
(12,6%), 20 per 2 anni non consecutivi (10,5%), 61 per 1 solo anno (31,9%).
La potatura terapeutica (capitozzatura) ha causato remissione di sintomi
in circa 80% delle viti gravemente malate. Lo studio della distribuzione
spaziale delle viti infette ha mostrato che la diffusione della malattia
non era casuale. La propagazione dell’ampelopatia è avvenuta prevalentemente
lungo i filari, indicando l’esistenza di un insetto vettore. Tale vettore
è apparso poco efficiente: soltanto l’1% circa delle 437 barbatelle
messe a dimora nelle immediate adiacenze di un vigneto di 6.500 viti (di
cui circa 9% colpite da FD) è risultato infetto nei primi 2 anni di impianto.
In mancanza di metodi diagnostici per saggiare l’infettività di S.
titanus i nostri risultati indicano che il numero di viti malate non
appare correlato al numero di cicaline raccolte nei vigneti indagati.
Parole chiave: Vite, Flavescenza dorata, Micoplasmosi, Epidemiologia.
MLADEN KRAJACIC' and NIKOLA JURETIC'
Department of Biology, University of Zagreb, Marulicev
trg 20/II, 41000 Zagreb, Croatia.
A virus disease of Swiss chard (Beta vulgaris L. var. cicla
L.) occurring in Croatia was shown to be caused by cucumber mosaic cucumovirus
(CMV). CMV was recovered only from Swiss chard plants grown in a field
near Zagreb, but not from those collected in fields far from Zagreb. The
identification was based on test plant reactions, type of virus particles,
serology and viral replicative dsRNA analysis. This is the first report
of natural infection of Swiss chard by CMV in Croatia.
Key words: Cucumber mosaic virus, Swiss chard.
Infezione naturale della bietola da foglia da virus del mosaico del cetriolo
Una malattia da virus della bietola da foglia (Beta vulgaris
L. var. cicla L.) osservata in Croazia è risultata causata dal
virus del mosaico del cetriolo (CMV). Il CMV è stato isolato solo da bietola
coltivata in un campo presso Zagabria, mentre era assente in campioni prelevati
lontano dalla città. L’identificazione è stata effettuata tenendo conto
della reazione di piante test, delle caratteristiche delle particelle virali,
di saggi sierologici e di analisi del dsRNA replicativo. Questa Nota è
la prima segnalazione di una infezione naturale da CMV della bietola da
foglia in Croazia.
Parole chiave: Virus del mosaico del cetriolo, Bietola da foglia.
MARIA NUZZACI, ANGELO DE STRADIS, GIAN LUIGI RANA e IPPOLITO CAMELE
Dipartimento di Biologia, Difesa e Biotecnologie Agro-Forestali,
Università della Basilicata, Via Nazario Sauro, 85, 85100 – Potenza.
Un rhabdovirus, già trovato in piante di cappero (Capparis spinosa
var. rupestris) presentanti ingiallimento nervale e denominato Caper
vein yellowing virus (CapVYV), è stato isolato mediante inoculazione meccanica
per succo su Nicotiana benthamiana. Di un isolato mono-lesione del
virus sono state studiate la serie di piante ospiti, le proprietà fisiche
in
vitro, i metodi di purificazione, le caratteristiche sierologiche e
le modificazioni citologiche indotte in foglie di cappero e di N. benthamiana.
Gli ospiti erbacei risultati suscettibili appartengono in gran parte alla
famiglia delle Solanaceae. In succo di N. benthamiana, il
virus ha perso l’infettività dopo riscaldamento per 10 min. a temperature
comprese tra 40 e 45 °C, diluizione oltre 10-3 e conservazione per 2 e
24 h, rispettivamente a 20 e a 4 °C. In coniglio, è stato prodotto un
antisiero con titolo compreso tra 1:32 e 1:64. Nelle cellule parenchimatiche
infette il virus è risultato localizzato principalmente in posizione perinucleare.
È stato, infine, dimostrato che CapVYV non è sierologicamente distinguibile
da Pittosporum vein yellowing virus (PVYV) un rhabdovirus vegetale
già noto, di cui è da considerare un isolato.
Parole chiave: Cappero, Pittosporum, Rhabdovirus, Sierologia.
Serological identity between caper and Pittosporum vein yellowing viruses.
A rhabdovirus, previously described in plants of Capparis spinosa
var. rupestris showing vein yellowing and provisionally named caper
vein yellowing virus (CapVYV) was mechanically transmitted to Nicotiana
benthamiana. A monolesion isolate of the virus was studied for the
following aspects: host range, physical properties in vitro, behaviour
during purification, serological characters, and cytopathological effects
in leaves of C. spinosa and N. benthamiana. The herbaceous
species which are susceptible to the virus mostly belong to Solanaceae.
In sap of N. benthamiana the virus lost its infectivity, when heated
10 min. between 40 and 45 °C, diluted up to 10-3 and after 2 and 24 h
storage at 20 and 4 °C, respectively. An antiserum with a titre of 1:32
- 1:64 was produced in a rabbit. Virus particles were mainly localized
in perinuclear space of infected parenchymatous cells. Finally, serological
tests showed that CapVYV is not distinguishable from another already known
plant rhabdovirus, i.e. Pittosporum vein yellowing virus (PVYV),
of which should be considered an isolate.
Key words: Caper, Pittosporum, Rhabdovirus, Serology.
MARCO SCORTICHINI and PATRIZIA MINISCHETTI
Istituto Sperimentale per la Patologia Vegetale, Via
C.G. Bertero,22, 00156 – Roma.
A bacterial disease of Laurus nobilis L. is reported for the
first time. A dieback of the twigs was noted in Central Italy at the end
of winter 1991-92 with the buds and the terminal part of the shoot being
completely necrotized. In addition, longitudinal cracking of the twig,
discolouration of the tissues beneath the epidermis, and necrotization
of the main vein of the leaves were also found. The infection, which starts
from the top of the twig, can reach half of the twig length. During spring,
several axillary buds swelled up. The pathogenic activity of the microorganism
ceased at the end of spring. No fungi were isolated from the infected tissues.
On the basis of biochemical, physiological and nutritional tests as well
as for the pathogenicity of the isolates on laurel, lilac and pear, we
assume that Pseudomonas syringae pv. syringae van Hall incited
the dieback. The determination of the causal agent was also aided by the
comparison of whole-cell proteins profiles of the isolates under study
with those of type-strains of the species by means of SDS-PAGE. The isolates
were also positive in the ice-nucleation activity and in antifungal compounds
production.
Key words: Laurus nobilis, Pseudomonas syringae pv. syringae,
Twig dieback.
Un seccume rameale di Laurus nobilis causato da Pseudomonas syringae pv. syringae.
Viene segnalata per la prima volta una batteriosi dell’Alloro (Laurus
nobilis L.). A fine inverno 1991-92 è stato notato in Italia centrale
un avvizzimento delle gemme e della porzione distale dei rami, accompagnato
da fessurazioni longitudinali, decolorazioni dei tessuti sottostanti l’epidermide
e necrosi delle nervature delle foglie. L’infezione, che inizia dall’apice
dei rami, può interessare metà della lunghezza dell’asse vegetativo.
Durante la primavera si accrescono numerose gemme ascellari. L’attività
patogenica del microrganismo si è arrestata a fine primavera. Nessun fungo
è stato isolato dai tessuti infetti. Sulla base dei saggi biochimici,
fisiologici e nutrizionali nonchè per la patogenicità degli isolati su
alloro, lillà e pero, si ritiene che Pseudomonas syringae pv. syringae
van
Hall abbia causato l’avvizzimento dei rami. La determinazione dell’agente
causale è stata confermata anche dal confronto dei profili delle proteine
totali degli isolati ottenuti dai tessuti infetti con quelli di alcuni
ceppi-tipo della specie attraverso l’utilizzazione dell’SDS-PAGE. Gli
isolati sono, altresì, risultati positivi nella capacità di causare la
formazione di nuclei di ghiaccio e nella produzione di composti ad attività
antimicotica.
Parole chiave: Laurus nobilis, Pseudomonas syringae pv.
syringae,
Seccume rameale.
GIUSEPPE SURICO
Istituto di Patologia e Zoologia forestale e agraria,
Università di Firenze, P.le delle Cascine,28, 50144 – Firenze.
Olive and oleander leaves were inoculated with different homologous
and heterologous strains of Pseudomonas syringae subsp. savastanoi
from both host plants using a variety of methods. The occurrence of knots
(or sometimes other symptoms) depended on leaf injury (symptoms were only
induced on leaves injured immediately before or after inoculation, never
on uninjured leaves) and on the strain applied. The strains from oleander
induced knots on the injured leaves of both olive and oleander. Strains
from olive, on the other hand, attacked only the olive leaves, and they
did not induce knots, but only necrotic or chlorotic symptoms. Invasion
by P.s. subsp. savastanoi in diseased and sometimes also
asymptomatic tissue was confirmed by scanning electron microscopy. Bacteria
were detected in the knots, but not in the necrotic tissue. Most bacteria
were located in certain zones within the knots, where the plant tissues
appeared partly digested. In these areas the bacterial masses appeared
multilayered, with bacterial cells connected by fibrils, or embedded in
a slimy material of unknown origin.
Key words: Olive and oleander knot disease, Nerium oleander,
Olea
europaea, histopathology, SEM observation.
Sviluppo di sintomi di rogna su foglie di olivo e di oleandro inoculate con Pseudomonas syringae subsp. savastanoi e osservazioni al microscopio elettronico a scansione dei tessuti infetti.
Foglie di olivo e di oleandro sono state inoculate in vari modi con
ceppi di Pseudomonas syringae subsp. savastanoi ottenuti
da l’una o l’altra delle piante ospiti. La comparsa dei sintomi h risultata
condizionata dal metodo di inoculazione utilizzato e dal ceppo batterico
inoculato. Solo i ceppi da oleandro sono stati capaci di causare lo sviluppo
di tubercoli su foglie ferite di olivo e di oleandro. Al contrario, foglie
intatte delle due piante non hanno mai mostrato sintomi della malattia.
Infine, foglie ferite di olivo inoculate con ceppi omologhi hanno reagito
con necrosi o clorosi dei tessuti inoculati, ma non con formazione di tubercoli.
Osservazioni al microscopio elettronico a scansione hanno confermato la
presenza di P.s. subsp. savastanoi nei tessuti inoculati,
ma non nelle aree fogliari necrotizzate. La maggior parte dei batteri h
apparsa localizzata in aree delimitate dei tubercoli, dove i tessuti apparivano
parzialmente distrutti. In queste aree le cellule batteriche, riunite in
grosse masse, apparivano collegate fra di loro per mezzo di sottili filamenti
o erano immerse in una matrice di incerta origine.
Parole chiave: Rogna dell’olivo e dell’oleandro, Nerium
Oleander, Olea europaea, Istopatologia, Osservazioni al SEM.